Pubblicato da: angeloxg1 | 24 febbraio 2012

videoclip / Sublime Partenope, il più bello dei regni

videoclip / Sublime Partenope, il più bello dei regni

il film della bella vittoria del Napoli sul Chelsea

Arrivano i mai teneri londinesi in riva al golfo e Napoli li accoglie nella catino di Fuorigrotta, nel posto in cui la Champions League ha trovato dopo 20 anni un marchio di fabbrica tutto “made in Naples“: il ruggito del “San Paolo” sale sempre più in alto e fa tremare il cielo. E spinge Lavezzi alla conclusione che porta al goal del pareggio con un “tiraaaaa” collettivo da brividi. La spalla di Cavani l’illusionista (ricordate il goal di finto tacco dello scorso anno?) e l’urlo del “Pocho” a suggellare il 3-1 fanno il resto.
Partenope sublime respinge così l’attacco della perfida Albione e Napoli affascina tutta l’Europa. Comunque vada, l’onore è salvo.

Pubblicato da: angeloxg1 | 23 febbraio 2012

Caldoro vs Carroccio

Caldoro vs Carroccio

L’organo leghista: «Sud pirata». E il Governatore contrattacca

L’organo di stampa ufficiale “La Padania” ha dedicato un titolo di prima pagina alla Campania: “Allarme pirateria napoletana sul tesoro dei sindaci del Nord, i predoni del Vesuvio affamati di tesori padani”. Attacco frontale al Governatore della Campania Caldoro che vorrebbe un Fondo di garanzia nazionale per i pagamenti alle imprese, utilizzando le risorse inutilizzabili per il rischio di sforare il Patto di stabilità.
I leghisti gridano allo scippo ai “virtuosi” settentrionali e Caldoro si difende e rilancia in un video pubblicato sul suo blog con cui precisa che le risorse non sono del Nord o del Sud ma dell’intero Paese e invita ad evitare gli stereotipi negativi su un Sud sprecone. Il Governatore rimarca anche che i cittadini del Sud  pagano da anni per sostenere le pensioni di anzianità che vanno per 75% al Nord.

Pubblicato da: angeloxg1 | 21 febbraio 2012

Carnevale… e la maschera di Pulcinella scomparsa

Carnevale… e la maschera di Pulcinella scomparsa

intervento su Radio Marte del 21 Febbraio

Pulcinella emblema del folklore. Ma la maschera napoletana è qualcosa in più: è l’incarnazione dell’anima eternamente duale della città e della sua cultura popolare, la figura di tramite tra uomo e donna, tristezza e allegria, stupidità e furbizia.

Pubblicato da: angeloxg1 | 20 febbraio 2012

I lampioni della cancellata di Palazzo Reale

I lampioni della cancellata di Palazzo Reale

È dal 2008 che sulla cancellata dei giardini di Palazzo Reale lato Via San Carlo uno dei lampioni originali è stato sostituito con uno di diversa tipologia, disegno e dimensione (foto allegata). Identico stallo per i lampioni dei “cavalli di bronzo”, rotti da anni e mai riparati.
Sollecitiamo nuovamente il Sovrintendente Gizzi che frequenta il luogo dove ha peraltro sede la stessa Sovrintendenza.
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Pubblicato da: angeloxg1 | 20 febbraio 2012

È tornato il “carrozzone” azzurro

È tornato il “carrozzone” azzurro!

Il gioco a distruggere? Vecchio vizio dei napoletani.

Angelo Forgione - Tre goal alla Fiorentina, porta inviolata, verticalizzazioni e ripartenze micidiali. È tornato il Napoli, viva il Napoli! E con esso il “carrozzone”, salvo scendervi tutti se le cose dovessero riprendere malauguratamente una piega sbagliata. È questo il limite dell’ambiente napoletano al quale proprio non riesco ad abituarmi. Si sono spente tutte le critiche feroci, gli attacchi, il fuoco di fila in corsa nel bel mezzo della stagione quando tutto era, ed è, ancora da giocare. Pratica autolesionista e deleteria, ma tant’è!?
Non mi piace neanche l’esercizio autoreferenziale siglato “l’avevo detto”, ma quando le cose andavano male invitavo alla cautela contro il troppo disfattismo. C’era e c’è una finale di Coppa Italia da conquistare, c’era e c’è una Champions League da proseguire senza la condanna a vincere perchè la vittoria è già il prestigio internazionale acquisito; c’era e c’è un campionato ancora lungo e tutto da giocare, e i 6 punti con Chievo e Fiorentina non hanno cambiato di certo la storia.
Sentivo e sento Guidolin mettere le mani avanti in vista di un calo della sua Udinese che si sta già palesando. Vedevo e vedo Inter e Lazio tutt’altro che rulli compressori. La Roma era ed è vicina. Vedevo e vedo il bicchiere mezzo pieno e gli obiettivi tutti a portata di mano. Nel frattempo le ricerche di Deloitte hanno evidenziato anche la crescita della società, ventesimo club d’Europa e l’anno prossimo ancor più in alto. La critica è importante quando costruttiva perchè il Napoli dei limiti ce li ha ed erano evidenti anche ad Agosto, ma ribadisco ancora una volta di più che è masochistico distruggere quando si sta costruendo nei limiti delle proprie possibilità ed oltre. Non è solo una questione sportiva, è un vecchio vizio dei napoletani, storicamente più bravi a vendere le ombre che non le luci della propria città.

Pubblicato da: angeloxg1 | 19 febbraio 2012

Auguri Massimo!

Pubblicato da: angeloxg1 | 18 febbraio 2012

Siani-show a Sanremo con retorica finale

Siani-show a Sanremo con retorica finale

Alessandro Siani strappa applausi a Sanremo. Da attore nazionale quale ormai è, si è esibito su un palco nazional-popolare con una performance commisurata spaccata in due: una riuscita parte da comico-monologhista in cui ha fatto bene la sua parte di animale da palcoscenico e un’altra, quella finale, poco riuscita e assai meno spontanea, priva di pathos e condita da un’infelice frase ad effetto: «il Nord è quella linea dell’orizzonte che divide l’emigrante dal folklore».
L’emigrante del Sud non è un Pulcinella (con tutto il rispetto per Pulcinella) che quando va al Nord si leva la maschera e si eleva a rango di persona seria. Semmai, quella linea dell’orizzonte separa il meridionale dalla sua terra. E spesso, da un punto di vista diametralmente opposto, il Sud è quella linea dell’orizzonte che separa l’ignorante dal pregiudizio.
La parte finale è troppo carica di retorica patriottica e scarsa capacita interpretativa; quello è un Siani perdente che può strappare applausi alla platea di Sanremo ma non a quelle che decretano lo spessore artistico di un attore. Molto meglio le sue battute in piedi e fuori dalla barca, stavolta corrette verso la sua Napoli, e già questa è una bella novità.

Pubblicato da: angeloxg1 | 17 febbraio 2012

Il napoletano non sparirà, ma cambia in peggio.

Il napoletano non sparirà, ma cambia in peggio.

l’UNESCO lo considera giustamente “vulnerabile”, ma sopravviverà

Angelo Forgione per napoli.com - Martedì 21 Febbraio, giornata delle lingue madri. E il Napoletano è tra queste. È la lingua del Sud-Italia secondo l’UNESCO, la più parlata dopo l’Italiano con una stima che va dai 7,5 agli 11 milioni di conoscitori, emigranti esclusi, proprio perchè lingua correntemente parlata e capita in un antico Stato sovrano che continua a mantenere la sua dignità. E del resto la stessa UNESCO identifica il territorio di diffusione tra Campania, Basilicata, Abruzzi, Molise, Calabria settentrionale, Puglia settentrionale, basso Lazio, Marche e parte dell’Umbria; sostanzialmente si tratta dei vecchi confini del Regno di Napoli, dove il Napoletano, lingua madre, abbracciò anche i dialetti locali delle varie Province del Regno stesso.
L’idioma partenopeo è classificato dall’organismo culturale dell’Onu tra le lingue “vulnerabili”, come il Siciliano e il Veneziano. E sebbene sia trapelato un falso allarme di estinzione entro la fine del secolo, in realtà queste tre lingue sono quelle italiche più al riparo dalla sparizione. Vulnerabile non è una novità; il napoletano è già vulnerato, violato, contaminato, e non è più puro da tempo soprattutto nella sua scrittura che nessuno insegna più. Ma l’estinzione è davvero l’ultima delle insidie per una lingua che può vantare un grande veicolo che è anche grande scrigno: la canzone classica, quella che si è fatta spazio nel mondo e nella storia, e nella quale si può infatti recuperare il vero Napoletano.
La classificazione nella categoria “vulnerabile” è per quelle lingue non a rischio di estinzione, che utilizzano le stesse modalità di trasmissione per le nuove generazioni. Tradotto in soldoni, tramandate come uso e costume e non accademicamente. Ben più a rischio, secondo l’UNESCO sono il Piemontese, il Ligure, il Lombardo, il Friulano, l’Emiliano-Romagnolo e il Sardo.
Il vero pericolo segnalato dalla catalogazione “vulnerabile” dunque, non è che i napoletani comincino a parlare solo in Italiano ma che umilino ancora di più una lingua stuprata che non si insegna più pur avendo norme grammaticali, lessicali, fonetiche e ortografiche ben precise. Basti ricordare che la Regione Campania ha battezzato l’abbonamento mensile ai trasporti pubblici “Jamme card“, ma in Napoletano la parola andiamo si scrive jammo.

Servizio del TG3 del 21/02/12

Pubblicato da: angeloxg1 | 17 febbraio 2012

Noa fa vincere Napoli al festival di Sanremo

Noa fa vincere Napoli al festival di Sanremo

«“Noapolis” è un omaggio alla vostra bellissima cultura musicale»

La serata di gala del Festival di Sanremo era battezzata col nome di “Viva l’Italia nel mondo”. E non poteva mancare la tradizione napoletana, portata sul palco del teatro Ariston prima da Lucio Dalla che ha accompagnato per mano i giovani Carone e Mads Langer sulle note di “Anema e Core”; veramente trionfante però con Noa che, su “Torna a Surriento”, ha prima duettato con Eugenio Finardi per poi dedicare un ricordo a Roberto Murolo con una toccante “Era de Maggio”Emozionante la cantante israeliana quando, rivolgendosi a Gianni Morandi e a tutta la platea nazionale, ha detto: «“Noapolis” è un omaggio alla vostra bellissima cultura musicale».
In conferenza stampa, l’artista aveva detto: «la musica Napoletana abbatte tutte le barriere del mondo, è un tesoro della cultura italiana». Sottoscritto da Finardi.

Pubblicato da: angeloxg1 | 16 febbraio 2012

Rapinatori napoletani e italiani, ma non è lo stesso?

Rapinatori napoletani e italiani, ma non è lo stesso?

tre banditi arrestati a Milano per rapine a farmacie

Tre rapinatori di farmacie sono stati arrestati dai Carabinieri della stazione di Milano Porta Garibaldi e della Tenenza di Pero.
Antonio A., pregiudicato napoletano di 37 anni, e’ stato arrestato dai carabinieri della stazione Porta Garibaldi dopo aver costretto il farmacista di via Murat a consegnare circa 500 euro sotto la minaccia di un taglierino. I militari in borghese lo attendevano appostati sia dentro che fuori dal locale.
Giuseppe P. e il complice Maurizio A., entrambi pregiudicati di 32 e 41 anni armati di pistola carica, sono stati pizzicati nel tentativo di fuggire con 800 euro dalla farmacia comunale di Cerchiate, già presa di mira nel corso dello scorso anno.
E dov’è la notizia? Nascosta nella notizia, riportata qui come tratta dalle pagine della cronaca di Milano de “La Repubblica” (ma con l’aggiunta del particolare della pistola carica) e divulgata nella stessa maniera anche dal Tg2. Il primo rapinatore è “napoletano” mentre gli altri due non sono nulla per la Repubblica e “italiani” per il Tg2. Insomma, non si riesce a capire di dove siano i due pregiudicati in coppia armati di pistola carica, ma si sa benissimo che quello solitario col temperino è napoletano. Insomma, se napoletano significa essere italiano, o sono tutti e tre italiani o tutti e tre devono avere un’etichetta. Già, l’etichetta… se anche la coppia fosse stata napoletana avremmo sicuramente saputo la loro provenienza.

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