Lucio Dalla il napoletano

videoclip - Lucio Dalla il napoletano

nato a Bologna, morto a Montreux, rinato a Napoli

 

Angelo Forgione - Era un napoletano nato a Bologna Lucio Dalla. «La cicogna era cieca in quel momento», così disse al caffè Gambrinus sette mesi prima di andarsene. Fu il suo testamento artistico, la sua dichiarazione d’amore per la terra che artisticamente e “orograficamente” sentiva più sua. «Il grande onore per me è quello di aver partecipato», disse in quell’occasione, e con quel “partecipato” significò tutta la fierezza per aver capito Napoli e aver dato un contributo spontaneo e sentito alla valorizzazione della cultura napoletana. Lucio amava sinceramente Napoli, più volte da lui definita la città più bella del mondo. «Quella napoletana – disse – è la musica più importante del Novecento, altro che Beatles… dobbiamo tornare a noi, e non essere provinciali, scopiazzando all’estero».
«Ma la prossima volta voglio nascere qua, essere napoletano a tutti gli effetti».
Non erano frasi di circostanza; Dalla fu folgorato da quella vista del golfo dalla stanza di Caruso a Sorrento e cambiò da li il suo modo di comporre musica tendendo alla lirica. Fu una trasformazione intima ancor prima che artistica e per questo era davvero invaghito di Napoli e dei Napoletani, ripetendolo anche ossessivamente in ogni occasione e da ogni pulpito. La gelosia della parte putrefatta del paese non lo ha accettato e ne ha insultata la morte per togliersi il sassolino dalle scarpe.
Mi piace pensare che sia rinato da qualche parte qui intorno, come tu volevi. Arrivederci, Lucio.

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9 pensieri su “Lucio Dalla il napoletano

  1. Quindi hanno fatto bene a boicottarlo? Lei è a favore del boicottaggio contro Lucio Dalla? E’ sempre favorevole al fatto che tale boicottaggio non è stato ritirato? I neoborbonici secondo lei chiederanno mai scusa nei confronti dei fan di Lucio Dalla per questo boicottaggio?

  2. Non mi stupirei se il signor Ferrara fosse tifoso della juventus!
    Comunque, potreste, gentilmente, far capire anche a noi questa storia del boicottaggio anzichè fare un discorso tra voi due?
    Ci piacerebbe partecipare.
    Grazie, saluti

  3. Non capisco come dai miei commenti precedenti possa essere certo della mia fede calcistica, ovviamente si sbaglia egregio walter56, io tifo napoli dai tempi del duo pesaola-rambone in panchina, anno 1982, avevo 5 anni. Ma se avessi tifato juve, inter, milan, roma? Cosa cambia? E se tifassi scafatese? Queste squadre di calcio rendono le mie domande meno degne di essere poste?
    Riguardo alle cose serie forse lei non sa che l’associazione (a)culturale neoborbonica questo scrisse di luicio dalla:

    DALLIALLASINO!

    BOICOTTIAMO LUCIO DALLA!

    Nel suo ultimo cd Lucio Dalla, in una canzone dedicata ai rifiuti napoletani e cantata con l’attore Toni Servillo,
    scrive questa frase: «Nè governi o terremoti/ né ministri, né i Borboni/Piensa se ci a fanno ‘sti coglioni/ad ammazzare ‘sta città».Tenendo da parte gli errori grammaticali nell’uso scorretto della lingua napoletana, si dovrebbe ricordare al bolognese Dalla e al “napoletano” Servillo che i Borbone (a differenza dei politici di oggi e di cantanti e attori che vivono spesso di Napoli senza conoscerla e amarla) regalarono a Napoli solo primati positivi…Si invitano, pertanto, neoborbonici e meridionali a boicottare concerti e dischi del cantautore bolognese… ”

    Ora che io sappia non è stata fatta marcia indietro nè chiesto scusa, ecco perchè ho posto le domande, forse scomode.

    • Gentile sig. Ferrara,
      le spiego, non la certezza ma il dubbio su una sua da me non gradita fede calcistica deriva dalla saccenza con la quale lei pone i suoi commenti e giudizi sulla Associazione Culturale Neoborbonica della quale, peraltro, io non faccio parte.
      Per quanto al suo secondo interrogativo, il mio parere è che, se lei è un uomo del Sud ed ha un minimo di conoscenza di ciò che, realmente, è accaduto al Meridione dal 1861 in avanti, dovrebbe vergognarsi di tifare per una squadra appartenete a territori a nord del Garigliano e sentirsi, invece, onorato di farlo per tutte quelle poste al di sotto di tale corso d’acqua.
      Questo è quello che, a mio parere, cambia.
      Ai miei 5 anni di età gli allenatori del mio amato Napoli si chiamavano Bruno Pesaola e Beppe Chiappella, in porta c’era Pontel col secondo chiamato Cuman; allo stadio, con 10 lire mio padre mi comprava il cuscino di carta e paglia e la visiera con l’elastico per il sole. Che gioia, per me e che bei tempi!
      Non ero a conoscenza della vicenda da lei citata e oggetto di questo post e, ora che lei me la ha gentilmente illustrata, le dico di trovarmi pienamente d’accordo col commento del signor Forgione; l’errore fu fatto e ne scaturì una giusta reazione alla quale, mi sembra di capire, non seguì alcuna rettifica da parte del grandissimo (io sono un suo immenso fan) Lucio e, quindi, non capisco perchè l’Associazione Culturale Neoborbonica avrebbe dovuto fare macchina indietro o chiedere scusa.

  4. Avrebbe meritato, come minimo, le chiavi della Città!
    Credo che il signor Forgione, dopo aver realizzato una così meravigliosa clip, abbia il dovere di farsi promotore, presso la Municipalità, della richiesta di intitolare a Dalla una stradina o, almeno, un’aula del Conservatorio di San pietro a Maiella

  5. Rimango basito, dalle sue assurde affermazioni sig.walter56, lei riesce non so se magicamente o scientificamente a collocare una persone in un tifo particolare per una particolare squadra calcistica attraverso la saccenza di costui! Strabiliante!!!! Mi par di capire che per lei un tifoso del sud della juventus o dell’inter sia una specie di traditore della patria, forse non sa che il calcio è uno sport, parola “strana”, che significa divertimento, cosa può mai avere in comune lo sport. il divertimento, il clacio, il tifo con i fatti di un secolo e mezzo fa? Assolutamente nulla! Ciò non toglie che lei piaccia o no, io tifo napoli. Tiè!
    Riguardo alla questione Lucio Dalla, definito asino dall’associazione (a)culturale neoborbonica, da vivo, ora se ne vogliono cantare le lodi, da morto, almeno si abbia il buon senso di dire: “abbiamo sbagliato”. Riguardo all’intitolazione di una strada o di un aula del conservatorio, mi trovo concorde, Dalla è stato un grande sponsor di napoli e sarebbe molto giusto, ma mi raccomando che vada intitolata a Lucio Dalla e non come i neoborbonici forse vorrebbero a DALLIALLASINO! Vorrei sapere Dalla è stato contro il sud oppure no? Se lo è stato capisco, ma non condivido, il boicottaggio, se no va chiesto scusa seppur postuma.

    • Signor Ferrara, calma, per piacere!
      C’è evidentemente un equivoco, dovuto probabilmente all’irruenza derivante dalla sua giovinezza, che, probabilmente, non le ha consentito di leggere con attenzione le mie frasi o, più probabilmente, dai miei limiti espressivi.
      Lei aveva ben chiaramente esternata la sua fede azzurra, cosa che a me non può che fare immenso piacere, essendo io di sangue azzurro, ho solo tentato di spiegare, visto che lei si poneva il quesito, il perchè, sulla base di certe osservazioni, immaginavo la fede calcistica di chi esternava tali osservazioni.
      Le confermo che per me un meridionale che tifa per una squadra del nord è un traditore della patria ed anche una grande chiavica perchè il solo pensare che un meridionale possa tifare per la stessa squadra di salvini o borghezio mi fa venire il vomito.
      Il solo pensare che un meridionale possa tifare per una squadra di quel piemonte che centocinquanta anni fa gli ha bruciato il paese o violentato la mamma mi fa rivoltare le budella.
      Le piaccia o no questo è il mio parere.
      Il calcio è solo uno sport per chiunque non sia napoletano, Per il napoletano vero il calcio è no solo sport ma tanto altro! E’ un qualcosa che può farlo sentire uguale e, talvolta, migliore degli altri italiani (quelli del nord), è un qualcosa che può toglierlo dalle quotidiane tribolazioni per almeno le due ore della partita…………il calcio, per noi napoletani, è tanto ma tanto altro in più che un semplice dar calci ad una palla.
      I fatti che lei archivia perchè di un secolo fa, sono ancora i fatti di oggi!
      Da allora ad oggi, nonostante dieci anni di guerra civile e migliaia di morti, i fatti non sono cambiati; perdurano tali e quali.
      Rimango adesso io basito per la sua costanza nel voler sostenere aculturale l’Associazione Neoborbonica laddove mi pare che la non conoscenza dei fatti (queli veri) risieda in quanto detto, e non successivamente rettificato, da Dalla e Servillo.
      Comunque, e chiudo la questione, io amo Napoli, il Napoli, i Borbone (e sono repubblicano) e tutti quanti amano Napoli e che fanno o hanno fatto il bene di Napoli.
      Forza Napoli
      Walter Rho

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