Mostra per il 150° in Toscana: Galgani risponde

Mostra per il 150° in Toscana: Galgani risponde

Copiose le email di protesta per la rappresentazione e la descrizione di Napoli nella mostra “Viaggio in Italia” indirizzate all’autore, agli enti pubblici patrocinanti e alla società Cremonini/Chef-Express. Riceviamo e pubblichiamo la risposta del Maestro Giulio Galgani, con conseguente replica di Angelo Forgione.

All’attenzione di tutte le persone coinvolte in questa debacle, se mi permette di dirlo, un po’ ingenua e sopra le righe.
Ci sono arrivate delle email in riferimento al blog personale di Angelo Forgione, che in un impeto di creatività ha pubblicato un articolo intitolato “L’arte senza cultura in autostrada”.
Tra l’altro è proprio dal sottotitolo del blog di Forgione che vorrei prendere spunto; su una veduta panoramica di Napoli posizionata in forma banner sul suo sito, si legge a chiare lettere “Baciata da Dio, Stuprata dall’uomo”. Al di là del linguaggio, forse un po’ demagogico, il sentimento che muove Forgione ha qualche attinenza (senza esagerare) con alcuni degli elementi che è possibile rilevare dalla Campania che mi sono immaginato per la serie delle mie geopitture.
Ovvero, vorrei chiedere a Forgione e a tutti i Napoletani che si sono così risentiti, come rappresenterebbero Napoli, in un’opera di sintesi (grafica, pittorica, scultorea) dovendo tener conto sia del bacio di Dio sia dello “stupro” e quindi della violenza dell’uomo sulla cultura di una comunità.
Sembra proprio che il motivo principale dello scandalo sia stato scatenato dalla combinazione della didascalia posta sotto la campania con la visione dell’opera.
Vi chiedo: avreste avuto la stessa reazione senza quella didascalia? Ovvero, senza quelle parole, scritte per’altro da un noto critico d’arte, Martina Corgnati, vi sareste avventurati in una libera lettura dell’opera e dei suoi elementi, cercando tutte le suggestioni in un percorso libero e incondizionato? Mi vorrei augurare di si, ma vorrei andare oltre.
Se leggeste con attenzione le parole della Corgnati, che come tutti i curatori di una mostra, si è limitata ad una lettura appassionata del tutto personale dell’opera, non impedendo certo che ognuno possa farsi il proprio percorso, se appunto leggeste bene quelle parole dovreste identificare un sentimento sofferente e certamente aspro relativo (forse) a quello stupro a cui allude proprio il Vostro Angelo Forgione:  “Un fondo reticolato blu su cui Napoli si staglia come un’immensa concrezione abusiva, una specie di informe parassita, dove elementi religiosi si affollano e convivono insieme a cozze e vongole”. Come a dire che gli elementi costitutivi della Napoli che è possibile osservare oggi, sono elementi complessi, stratificati, fatti di bellezza, ma anche di orrore, fatti di una storia incontrovertibilmente alta ma anche terribile, difficile, legata al complesso governo di una città che per un osservatore esterno può essere anche tutte queste cose insieme.
La visione credo debba sempre provocare, creare passioni anche contrastanti, non può essere statica e soprattutto, non può essere sempre mascherata da false lusinghe.
Persino un sommo poeta come Goethe, citato da Alessandro Cipolletta, che ci ha scritto con una violenza e un risentimento analogo, si trasforma, estrapolata dal contesto, in una visione opaca e falsificante, perchè il Viaggio in Italia di Goethe, oggi non può più essere lo stesso, addirittura non era più lo stesso per lo stesso Goethe sin dall’inizio, quando cominciava la sua avventura di viaggiatore, consapevole com’era della mutazione che colpisce tutti durante un viaggio: “Ovunque vada… tutto è come me l’ero figurato e al tempo stesso tutto nuovo”
Il mio invito, per stemperare gli animi, è quello di avventurarsi in una lettura più adulta dell’arte da parte vostra, e per adulta intendo più libera, combinatoria, senza le griglie imposte da una rappresentazione da cartolina.
Il progetto che ho portato avanti con viaggio in italia, è legato principalmente a questo concetto, la mutazione di una morfologia esteriore e interiore, lavorare con gli elementi (banali e meno banali) della terra, metterli insieme anche con simboli popolari e soprattutto non aver nessuna paura di combinare un linguaggio colto con la trivialità del brutto che ci circonda ogni giorno.
Perchè vi chiedo, Napoli è solamente fatta di sole o anche di “stupro”, come ci racconta il Vostro Forgione?
Ma se a questo punto vi dicessi che non sono interessato a tutto ciò, che come Carmelo Bene, non credo affatto ad un’arte sociologica come allo stesso tempo non credo ad un’arte turistica, se vi dicessi che il mio interesse è sperimentare più linguaggi, anche in modo provocatorio, interrogandomi sulla combinazione di elementi in contrasto, tra segni e simboli del futuro e materiali della storia anche arcaica, che cosa mi rispondereste?
Vi siete forse preoccupati, come lettori, di provare a leggere questa stratificazione, come una diversa occasione, invece di applicare un’interpretazione cosi monolitica e reattiva alla prima superficie identificata?
Ho davvero la sensazione che il pregiudizio a volte, dimori davvero nel cuore di tutti noi, occorre un po’ più di libertà per avvicinarsi al mondo degli altri, l’arte è una via, ve la consiglio.
Giulio Galgani

Egregio Maestro Galgani,
per quanto il linguaggio del sottoscritto appaia demagogico, ci tengo a precisarLe che se quella didascalia suscita rabbia non è certo per la demagogia del mio articolo che è nato dal risentimento di un Napoletano osservatore in quel di Firenze che si è scomodato a segnalare la cosa.
Rispondo subito alla Sua curiosità e Le dico che, da artista quale sono (ho fatto le scuole d’arte e sono grafico oltre che giornalista), non avrei rappresentato Napoli come ha fatto Lei. Ma questo perchè conosco la Napoletanità, la storia di Napoli che studio quotidianamente e il vissuto contemporaneo che pure denuncio incessantemente nelle sue espressioni deleterie.
La violenza dell’uomo, lo stupro, è ciò che io stesso pongo in evidenza, lo ha giustamente rilevato anche Lei; Napoli pulsa nel bene e nel male come un po’ tutta l’Italia, ma in maniera più forte. Io vedo solo messaggi negativi nell’opera, vedo mitili senza intelligenza, vedo credenza popolare, vedo la metastasi in mezzo al mare o al cielo se è vero che l’uomo con gli arti aperti è esotericamente la rappresentazione della stella e viceversa, marina o astrale che sia. Del resto è proprio la didascalia della Corgnati a supportare l’intento artistico confermando che non c’è alcun contrasto tra Napoli e Napoli ma bensì tra Napoli e il resto del territorio. Non c’è alcuna accezione positiva nella concrezione abusiva, nell’informe parassita, nelle cozze e nelle vongole. Insomma, solo messaggi negativi. Della bellezza e della storia alta non c’è traccia, solo orrore, quasi come se poi l’orrore dimorasse qui e solo qui.
Un artista (come un qualsiasi uomo) deve sottoporsi alla critica del pubblico oltre che a quella dell’esperto. E se chi osserva l’opera ne resta sdegnato, qualche motivo ci sarà, senza per questo voler limitare la sua vena artistica. Questa Sua, poi, è una creazione che coinvolge diverse sfumature della società italiana nel suo complesso e se per un toscano la cosa può passare inosservata o essere condivisa è chiaro che per un napoletano le emozioni suscitate possano essere evidentemente diverse.
La invito ad approfondire Napoli per ciò che è davvero, non per ciò che appare.
Angelo Forgione
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13 thoughts on “Mostra per il 150° in Toscana: Galgani risponde

  1. Se un’artista e’ tale e riconosciuto non ci trovo niente di strano di come abbia voglia d’esprimersi nel rappresentare le sue opere. Questo dev’essere un principio sacrosanto. Che poi e’ tale e riconosciuto a chi spetta dirlo?… ai competenti e soprattutto all’opinione pubblica perchè è colei che ne percepisce le sensazioni… quelle sincere… che l’opera infonde. Quindi alla base di quello che sto dicendo direi che quest’opera che “ci rappresenta” è un vero bidone sotto ogni aspetto. Primo perchè la gente la respinge a priori e secondo perchè i concetti usati per la sua realizzazione, che nessuno rinnega, sono concetti straabusati quindi di una banalità disarmante.

  2. Fui contattato da una fiorentina e gli risposi correttamente. Premetto che sono un Professore di sociologia, Cavaliere, Commendatore e Gran Croce, mio bisnonno era Conte di Croscavallo, e mia nonna era la Marchesa di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), mio nonno era ingegnere elettrotecnico e fece la prima gabina elettrica in Europa, quella del teatro S. Carlo di Napoli. Se ho elencato i miei titoli e i miei antenati è per farvi intendere il seguito: La signora in questione, mi scrisse diverse lettere e da me ebbe sempre cortesi risposte, mi chiese delle foto e io le inviai, me ne mandò delle sue e ci contattammo su skype, la cosa andò avanti per diverso tempo, avevamo programmato d’incontrarci, ma un giorno gli dissi ch’ero nato a Napoli (io vivo a Milano). Bruscamente s’interruppero i contatti senza alcuna spiegazione, provai a contattarla su skype, ma aveva cancellato il contatto. Morale: Per un toscano, se sei nato a Napoli, non sei degno di considerazione.

  3. L’arte non può essere condizionata da vincoli, può pacere o non piacere, ma non si può dire ad un artista grande o piccolo che sia: fai così o non fare così. La risposta di forgione è ridicola, premetto che l’opera non è piaciuta manco a me, ma credo che il problema non sia l’opera ma la didascalia, il buon forgione dice: “non avrei rappresentato Napoli come ha fatto Lei. Ma questo perchè conosco la Napoletanità, la storia di Napoli che studio quotidianamente e il vissuto contemporaneo che pure denuncio incessantemente nelle sue espressioni deleterie.” Assolutamente esatto, ognuno ha una esperienza particolare di napoli, anch’io la rappresenterei in modo diverso così come un altro, ma non necessariamente i modi sono belli, chi ha vissuto una brutta esperienza la rappresenterà in modo negativo ad esempio. Che significa conosco la napoletanità? Ma allora i pittori che hanno rappresentato il paradiso hanno conosciuto la “paradisicità”? Dire ad un artista cosa fare, ribadisco, è un modo di imbrigliare la libertà artistica, un modo di pensare dittatoriale, dare giudizi è tutta un’altra cosa. Una piccola battuta forgione si definisce artista: “da artista quale sono (ho fatto le scuole d’arte e sono grafico oltre che giornalista”, allora io ho fatto lo scientifico sono quindi uno scienziato.
    Al sig. netti non è che è caduta la connessione? Lei ha conosciuto, si fa per dire, una signora che non ha, a quanto ci fa capire, una grande considerazione dei napoletani, poi se ne esce dicendo: “Per un toscano, se sei nato a Napoli, non sei degno di considerazione”. Non sta commettendo anche lei l’errore della generalizzazione? Conoscere una persona toscana significa conoscere tutta la toscana? Parafrasando il buon forgione la inviterei a guardare le cose e le persone e le città e le regioni ed i popoli per ciò che sono non per ciò che appaiono

    • Sig. Ferrara,
      ed io che ho studiato da perito, allora sarei un…….???!!!!
      Mi perdoni la crudezza, ma ho l’impressione che lei consideri le sputazzate in faccia come medaglie a meno che lei non sia napoletano!
      Infatti, qualsiasi napoletano non può non indignarsi di fronte ad una simile rappresentazione della sua città!
      In ogni caso, il signor Forgione, ha legittimamente espresso il suo parere ed il suo commento sull’opera; tali pareri e commenti possono, legittimamente, non piacerle ma non possono essere definiti ridicoli!

    • Caro Ferrara,
      Lei si è perso molti passaggi evidentemente perchè a Galgani ho scritto pubblicamente che il non gradimento non vuole limitare la sua vena creativa. Inoltre ho anche detto che non avrei rappresentato Napoli come ha fatto lui perchè sono consapevole che Napoli è bene e male, come lui stesso ha detto senza però darvi riscontro sia nella creazione che nella didascalia della critica d’arte.
      Ma di quale dittatura parla? Io mi sono confrontato con l’artista, senza presunzione ma esprimendogli tutto il mio disappunto per un’opera che solo in Napoli ha accezioni negative.
      E se lei non è scienziato è perchè non lo fa, a differenza del sottoscritto che di professione è grafico pubblicitario, artista. O no?

  4. Se si fosse trattato di un importante artista e celbere critica d’arte, si sarebbe potuto dire: peccato, avevano fatto cose buone in passato, forse sono invecchiati… ; se si fosse trattato di “promesse” dell’arte si sarebbe potuto dire: peccato, sembravano tipi promettenti, emergenti, ecc.. , ma, evidentemente, non trattandosi di nessuno dei due casi, possiamo archiviarli con un napoletanissimo: pure le pulci hanno la tosse! Il brav’uomo si pone nientepopodimeno che ” dal punto di vista dell’eterno ” e ci consiglia l’arte! Anche noi gli consigliamo l’Arte, unita a un lungo periodo di riposo! Dopo, se vuogliono, possono anche andare a cercarsi un lavoro!…

  5. forgione ci vorrebbe in ogni citta di questa italia bella come dice nino dangelo nella sua ultima opera si perche come dice angelo e 1 citta amata da dio dove piangono in silenzio anime ancora irrisolute dalle bugie che non riguardano 150 anni fa ma sono ancora vive giornaliermente anzi io se fossi il sindaco di napoli toglierei la statua a piazza cavour di cavur la grande mente e quella di garibaldi e metterei quella di toto, eduardo defilippo, renato carosone. mario merola e 1 statua la farei costruire a piazza municipio per angelo forgione ma adesso che e in vita per ringraziarlo per avermi dato una risposta che da sempre io non sapevo perche mi sentivo napoletano ma non italiano pur non avendo nessuna conoscenza di questo sito che ho iniziato dal calcio a osservare i suoi video finche non ho scoperto che la nazione che mi appartiene e che io dovevo amare voleva cancellare una citta che amo dico amo con tutti i suoi problemi e ve lo dice uno del rione sanita e di problemi qua se ne so visti tanti anche a canale 5 per la prima volta fecero vedere il quartiere di toto ma non era per toto era per i suoi omicidi successi e questa la mia nazione se arte e del sud va sommersa se e del nord la dobbiamo capire e condividerla allora ti dico angelo grazie e vorrei unirmi a voi per aiutare la mia citta iniziando vorrei comprare la bandiera delle due sicilie quella dell italia lo buttata stamani era quella dell festa dell unita lo dovuta pure pagare perche faccio mercatini fuori napoli nell lazio anzi vorrei una risposta se e possibile il 2 giugno da quanto ho capito non hanno fatto una sola ricorrenza perche sono a cassino mi chiederanno di esporre la bandiera che ho buttato grazie anticipato…..

    • Bravissimo,
      adesso, il contributo costruttivo che puoi dare è quello di diffondere questa tua nuova conoscenza a tutti ii tuoi amici e parenti perchè più ne siamo ad avere coscienza di cosa eravamo e di cosa ci hanno fatto i piemontesi più il nostro orgoglio ci spingerà a migliorarci.
      W i Briganti
      W il Regno di Napoli
      W Napoli

  6. grazie walter anche se la storia mi da 1 arma nei dialoghi ci sono parecchi sordi perche come ho sempre pensato questo popolo non ha da invidiare niente a nessuno e giusto che ognuno deve dare esempio ci sono cose che ti vengono tolte con la violenza e non e facile recuperare con le parole …..
    ma la bandiera dove si puo comprare?

    • Pasquale,
      la bandiera, così come le sciarpe, puoi reperirla presso le bancarelle nei pressi dello stadio S. Paolo in occasione delle partite di calcio del Napoli.
      ll costo è di circa di 5 €
      Un abbraccio
      Walter

  7. volevo sapere una cosa nell video dove sono elencate le strade di napoli che sarebbe il video la storia capovolta ce il nome vecchio e quello attuale ? cioe piazza cavour si chiamava via delle pigne? allora anche sui monumenti vuol dire che esempio la scuola piazza dante convitto manuele e stato cambiato solo il nome quei gey non hanno costruito niente nell era al potere ? ? ?

  8. Pingback: Mostra di Giulio Galgani, patrocini fasulli? « il blog di Angelo Forgione – Movimento V.A.N.T.O.

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