La SSC Napoli contro il razzismo

La SSC Napoli contro il razzismo

Bene gli slogan, ma si passi alle azioni. La retorica non basta più.

Dopo due trasferte allucinanti a Torino e Roma, è quasi paradossale che la SSC Napoli celebri la giornata contro il razzismo volta a sensibilizzare le coscienze contro ogni forma di discriminazione etnica, per l’abbattimento di barriere e pregiudizi sociali.
Allo stadio “San Paolo”, in occasione del match contro l’Atalanta, campeggerà uno striscione che recita così: 
“Il calcio è fratellanza, no al razzismo”. Apprezzabile e elegante, ma per rendere il tutto meno retorico sarebbe coerente catechizzare capitan Cannavaro sull’opportunità di segnalare ai direttori di gara i cori razzisti contro Napoli e i napoletani.
Non è più possibile ascoltare cori di fatto non regolamentari, sanzionabili dalle norme vigenti con la sospensione delle partite, che fanno della discriminazione etnica contro i napoletani una forma consentita di razzismo negli stadi ignorata dalla giustizia sportiva.
Si esca dall’equivoco. Una cosa è il coro volgare, di cui si rende tristemente e colpevolmente protagonista anche il tifoso napoletano, un’altra è quello razzista (esortazioni al Vesuvio, riferimenti a colera, etc.). E se è vero che chi fa razzismo (napoletani compresi se accadesse) non viene punito, è inutile lamentarsi del malcostume italiano negli stadi. Così la battaglia non la si vincerà mai. Basta!


Ricordiamo ancora una volta cosa riporta la norma della F.I.G.C. che regola le “Responsabilità per comportamenti Discriminatori”, introdotta su pressione dell’ex Ministro degli interni Maroni:
“Le società sono responsabili per l’introduzione o l’esibizione negli impianti sportivi da parte dei propri sostenitori di disegni, scritte, simboli, emblemi o simili, recanti espressioni di discriminazione. Esse sono altresì responsabili per cori, grida e ogni altra manifestazione espressiva di discriminazione che comporti offesa, denigrazione, incitamento all’odio o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, ORIGINE TERRITORIALE O ETNICA, ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori.
In caso di manifestazioni e cori razzisti, l’arbitro ha la facoltà di sospendere temporaneamente la partita in corso e, nel caso di atteggiamento razzista prolungato, anche la discrezione di fischiare la conclusione anticipata della gara”.
È inconfutabilmente DISCRIMINAZIONE l’invocazione al Vesuvio, e quindi ad una catastrofe naturale, come risolutore dei problemi di PULIZIA ETNICA di persone TERRITORIALMENTE ORIGINARIE DI NAPOLI.
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2 thoughts on “La SSC Napoli contro il razzismo

  1. Per chi odia Napoli…
    Napoli e tutto il SUD in generale, sono continuo oggetto di scherno da parte del resto d’Italia e anche da qualche autoctono che critica la propria terra. Costoro ci chiamano “figli della camorra”, terremotati, mondezzai , sporchi terroni, popolo del terzo mondo, alcuni addirittura si azzardano a chiamarci “negri”. Chiamano prostitute le nostre donne, ignoranti i nostri figli. Tutte queste “accuse” se così le vogliamo leggermente definire, io le intendo come razzismo vero e proprio, questo modo di insultare, arriva indirettamente e ferisce anche a chi per davvero soffre la fame, ai popoli che il terzo mondo lo vivono quotidianamente, quei Neri e non “negri” d’Africa patiscono la fame e cercano di sopravvivere giorno dopo giorno. Chi odia Napoli e tutto il SUD del mondo, odia le proprie origini. Se odiate Napoli e i napoletani rinnegate voi stessi. Non dovreste essere autorizzati a cantare le NOSTRE canzoni che sono le più belle al mondo (‘O sole mio è stata tradotta persino in Bulgaro), non meritate di ascoltare (Caruso, Murolo, Pino Daniele, Ranieri, De Crescenzo, Carosone,), non sentitevi autorizzati di mangiare la NOSTRA pizza quella col marchio STG, le NOSTRE sfogliatelle, i NOSTRI babà, la NOSTRA mozzarella, di bere i NOSTRI caffè (sulo a Napule ‘o sann fà). A Natale non fate i NOSTRI presepi, non dovreste ridere alle battute di Totò, Troisi, De Filippo, Siani se poi ci odiate tanto. Non dovreste essere autorizzati ad ammirare in video le prodezze che Maradona ha regalato al Napoli e ai Napoletani. A chi vive al SUD ma lo odia tanto potrebbe anche evitare di parlare il NOSTRO dialetto che è riconosciuto come lingua romanza ed è patrimonio dell’UNESCO. Non innamoratevi delle NOSTRE donne, tra le più belle al mondo , molti le sposano ma non dovrebbero affatto innamorarsene se poi provano disprezzo per questo popolo. A tutti quelli del Nord che poi vengono in vacanza al SUD per godere del NOSTRO mare e della bellezza delle NOSTRE terre, ma poi ci odiano per i restanti 11 mesi dell’anno, andate a fare le vostre vacanze altrove. Non venite più al molo Beverello, il NOSTRO porto è il secondo al mondo dopo Hong Kong per frequentazione. Non affidatevi alla cabala, è una NOSTRA tradizione. Se non ci fosse stata la città di Napoli e l’inventiva del suo popolo, oggi non godreste tutti delle ferrovie, in Italia la prima tratta ferroviaria fu la Napoli – Portici, le prime autostrade sono nate in Campania, non potreste nemmeno godervi comodamente un po’ di zapping televisivo, il telecomando è invenzione Partenopea; così come la prima nave a vapore Italiana che manco a dirlo fu realizzata a Napoli, che fu persino la prima città in Italia a portare l’illuminazione a gas per strada e nelle case, la prima in Italia e terza nel mondo dopo Parigi e Londra. La prima città AL MONDO a portare l’acqua corrente in tutte le case, e tanto per citarne altri: il primo osservatorio vulcanico al mondo, il primo ponte sospeso al mondo e il vanto mondiale ancora tutt’oggi imbattuto del teatro più capiente mai esistito il “San Carlo”. Tutto questo è altro ancora è ed è stato NAPOLI e tutto il Mezzogiorno. Chi odia questa terra, non sa realmente cosa odia, è grazie a questa terra che TUTTI hanno benefici, conoscenza e ricchezze. TUTTI dovrebbero amare Napoli e il Sud e ringraziare questo popolo meraviglioso che non sarà mai ostile ai signorotti del nord, e mai sarà razzista nei loro confronti, perché simme gente ‘e core!
    Mario Cimino ©

    « Napoli è un paradiso! Si vive in una specie di ebbrezza e di oblio di se stesso! » Wolfgang Goethe

    « La cosa che ci è sembrata più straordinaria, a Napoli, è il numero e la magnificenza delle sue chiese: posso dirvi, senza esagerare, che ciò oltrepassa l’immaginabile. » Maximilien Misson

    « Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita. […] Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. » Stendhal dopo aver visitato il teatro “San Carlo”

    « Nei diversi rami dell’amministrazione delle finanze napoletane si trovano tali capacità di cui si sarebbe onorato ogni più illuminato governo. » Vittorio Sacchi

    « Per la sua bellezza e per la sua fecondità gli Dei si contendono il possesso della città. » Polibio

    « Non potete capire Napoli, non capirete mai Napoli. » Curzio Malaparte

    « Napule è mille culure.
    Napule è mille paure.
    Napule è a voce d’ ‘e criature
    ca saglie chiano chiano
    e tu saje ca nun si’ sulo.
    Napule è nu sole amaro.
    Napule è addore ‘e mare.
    Napule è na carta sporca
    e nisciuno se ne ‘mporta
    e ognuno aspetta ‘a ciorta.
    Napule è na cammenata
    dinto ‘e viche ‘mmiezo a ll’ate.
    Napule è tutta nu suonno
    e ‘a sape tutto ‘o munno
    ma nun sanno ‘a verità… » Pino Daniele

    • Bravo,
      complimenti per la passione, però, che questa gentaccia venga al Sud e che compri i nostri prodotti, la nostra musica, la nostra arte è un fatto positivo perchè, in tal modo, ci porta danaro e, pecunia non olet.
      Quello che io farei, o meglio, faccio, da buon Duosiciliano, è il contrario, ovvero, evito, per quanto possibile, di comprare i prodotti del nord, evito di fare viaggi di piacere al nord italia (preferisco addirittura andare all’estero, pur di non dare i miei soldi a chi mi odia e mi sfrutta).
      Per quanto ai cori razzisti, non possiamo prendercela con Cannavaro per il mancato ricorso all’arbitro ma dobbiamo farlo col presidente De Laurentis e col dirigente accompagnatore che, evidentemente, non danno questo tipo di input al capitano.
      Walter Rho

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