Boom turistico a Napoli. Ma il decoro…

Angelo Forgione – Boom di visite ai prestigiosissimi musei di Napoli nel periodo natalizio. Tra l’8 dicembre 2012 e il 6 gennaio 2013 sono state rilasciate 6.595 “Natale Artecard” per un totale di 19.412 ingressi nei musei del circuito Artecard di Napoli. La maggiore concentrazione di visitatori ha riguardato San Martino, Capodimonte, il Museo Archeologico e il Palazzo Reale. La somma della promozione e dei biglietti ordinari ha fatto registrare un incremento del 700% rispetto ai periodi natalizi degli ultimi due anni.
Il dato confortante fa il paio con le buone notizie della scorsa estate, quando Federalberghi diffuse il report nazionale dal quale si evinse il +2,4% della Campania a fronte -2,6% di presenze e -10% di fatturato nazionale nei primi otto mesi del 2012.
Confortanti segnali per il turismo napoletano e campano, ma è indubbiamente un problema lo stato di degrado dei tanti monumenti che la città presenta ai visitatori, a prescindere dai meravigliosi musei. Un corrispondente del quotidiano olandese “De Telegraaf” mi ha contattato per incontrarmi prossimamente e “approfondire la città baciata da Dio e stuprata dall’uomo”, comunicandomi di essere stato più volte a Napoli, definendola “Una bellissima città, ma con tanto degrado”.

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2 thoughts on “Boom turistico a Napoli. Ma il decoro…

  1. Dato positivo ma, allo stesso tempo, demoralizzante perchè Napoli ha una potenzialità turistica pari, se non superiore, a Firenze, Roma, Venezia.
    Purtroppo il degrado e l’abbandono della città ci costringono a non poter godere a pieno dei benefici derivanti da maggior turismo.
    Per avere una idea, seppur limitata, dell’entità di tale degrado e abbandono basta fare riferimento alla discarica a cielo aperto delle mura greche, agli spray sul tufo di Santa Chiara, alla monnezza davanti l’ingresso del conservatorio di san Pietro a Majella, all’abbandono ed al lordume intorno l’Annunziata con la ruota degli esposti e tutti gli altri suoi capolavori, all’inquietante mercato di forcella (sembra realmente un ambiente indio-albanese-tunisino), alla parabola, l’infisso anodizzato, la vetrina ed il manifesto selvaggio a S. Biagio dei Librai, alla via Caracciolo liberata e (molto) degradata, all’onnipresente inquietante parcheggiatore abusivo, ai mezzi di trasporto lerci, insufficienti e costantemente in ritardo, all’insicurezza delle strade.
    La cosa che più avvilisce è lo stato di abbandono e di degrado dei monumenti storici che, vista l’attuale piega che ha preso la politica italiana che vuole vedere sempre meno trasferimenti al Sud di soldi statali, ci fa credere che la nostra generazione sarà quella che dovrà accollarsi la responsabilità della rovina se non della perdita, per mancata manutenzione, di tali tesori storici e artistici.
    Io un’idea sul come poter aumentare la presenza turistica e, allo stesso tempo, recuperare e salvaguardare il patrimonio artistico cittadino la avrei; essa è basata sul concetto che se io, Pubblica Amministrazione, garantisco a te commerciante un potenziale maggiore di turisti, tu, commerciante, fai maggiore profitto.
    Bene, da quota parte di tale maggiore profitto potrebbe venir fuori quanto necessario per garantire la pulizia e la sorveglianza delle zone artistiche della città.
    In buona sostanza, io identificherei un certo numero di itinerari turistici, farei il censimento degli esercizi commerciali presenti su ogni singolo itinerario, farei la pesatura del potenziale turistico di ognuno di tali ultimi e, sulla base di una gara pubblica, affiderei i vari itinerari in gestione ad imprenditori privati i quali, a fronte di un profitto derivante da quella quota parte di maggiore introito degli esercizi commerciali, avrebbero il compito e l’interesse di provvedere alla pulizia, manutenzione sorveglianza e sicurezza delle zone di propria competenza.
    In tal maniera il turista è maggiormente invogliato ad essere ospitato, il commerciante, pur a fronte del pagamento di un canone di entità proporzionale al suo maggior guadagno, si garantisce maggiori entrate per effetto dell’aumentata platea turistica, l’imprenditore fa il suo profitto, la città ne guadagna in termini di decoro e di ripresa di strade e monumenti e l’Amministrazione ci fa pure una bella figura.
    Mi pare che in tal maniera nessuno andrebbe a rimetterci.
    E, ove mai qualcuno dovesse storcere il naso per effetto dell’affidamento del giocattolo ai privati, in alternativa ad essi si potrebbero anche costituire ed utilizzare cooperative di disoccupati andando così a garantire sostegno anche ad una altra fascia di popolazione.
    E’ evidente che nel caso di cooperativa sarebbe poi necessaria una costante ed attenta sorveglianza da parte dell’affidatario del servizio al fine di evitare “distrazioni, dimenticanze ed assenze per malattia successivamente al posto sicuro!” .
    Saranno tutte “bip-ate” ma, almeno, ho tentato di dare una mano.
    Grazie per l’ospitalità e saluti
    Walter Rho

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