Vittorio Emanuele II pulito. Ma…

Angelo Forgione – Le scritte “Sud libero” e “Autonomia meridionale” campeggiano sul monumento equestre a Vittorio Emanuele II nella rinnovata Piazza Bovio dallo scorso Novembre, spruzzate con una vernice azzurra durante una manifestazione studentesca. Non un messaggio casuale, ma comunque uno sfregio al decoro di un luogo recuperato alla dignità, non storica ma comunque urbana.
Le scritte stanno per andare via, le farà sparire la restauratrice Maria Rosaria Vigorito della Tecni Kos Restauro dell’Aren (Associazione Restauratori Napoletani), già artefice della ripulitura del basamento del campanile della Basilica di Santa Chiara. L’intervento è previsto per Mercoledì 10 ed è stato attivato dal Comitato per la tutela e la salvaguardia di Piazza Bovio, sensibile alla tutela del luogo.
Il rispetto dei luoghi di Napoli è fondamentale. Detto ciò, è ormai evidente che certi simboli, i più curati, creino sempre più fastidio intimo a tanti napoletani. È un ulteriore problema con cui chi è deputato alla salvaguardia degli spazi pubblici deve fare i conti.
Bisogna anche domandarsi perché da anni le statue equestri più preziose della città, quelle di Carlo e Ferdinando di Borbone scolpite dal grande Canova (e completate dall’allievo Calì), restino imbrattate e prive di descrizione, senza alcun interessamento. La guglia di Portosalvo e la fontana della Maruzza sono sempre dimenticate, quella dell’Immacolata è ancora avvolta dalle reti di protezione in attesa del restauro. La fontana del Nettuno se la passa male, come quella della sirena Partenope. La cassa armonica è sfigurata, per non parlare delle condizioni della fontana di Carlo II a Monteoliveto. Un po’ tutto il patrimonio monumentale è messo male, ma c’è una “isola felice”: le statue di Vittorio Emanuele II, Giuseppe Garibaldi, Giovanni Nicotera, Nicola Amore, Paolo Emilio Imbriani, Carlo Poerio, la colonna di Piazza dei Martiri e Dante Alighieri. Un filo conduttore ha unito tutte queste statue, con una benefica ondata di restauri non casuali, avviati tutti nello stesso periodo, quello delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia. I personaggi immortalati sono tutte figure e simboli risorgimentali, “sommo poeta” del Rinascimento compreso, la cui statua fu realizzata proprio durante il mandato di sindaco del patriota Paolo Emilio Imbriani e sul cui basamento è incisa l’epigrafe “All’unità d’Italia raffigurata in Dante Alighieri”. La ricorrenza ha dunque aperto un canale preferenziale di fondi, anche se le statue di Imbriani e Dante erano fuori lotto e hanno goduto dell’intervento di sponsor privati a completo supporto del Comune e delle Municipalità di competenza. Il resto è stato promosso e finanziato da “Italia 150”, ossia dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinato dalla Direzione Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania “nell’obiettivo di contribuire alla riqualificazione dell’immagine della città e alla sensibilizzazione dei cittadini affinché proteggano la loro storia e la memoria”.
Tutto giusto, o quasi, perché si parla di “loro storia” e viene da chiedersi allora perché le statue che comunicano l’autentica storia identitaria di Napoli debbano restare relegate al degrado assoluto. Chissà quando saranno ripulite le preziose sculture del Canova, magari alzando delle eleganti cancellate alte, sulla scorta degli esperimenti riusciti di Piazza Dante e Piazza Mazzini, dove le statue sono rimaste intonse.

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11 thoughts on “Vittorio Emanuele II pulito. Ma…

  1. Agli studenti consiglierei (la prossima volta) di abbattere queste statue… La mia è una provocazione. E’ un’indecenza che i monumenti storici borbonici vengano lasciati al degrado, ma si sa che fare i lavaggi del cervello è la migliore propaganda. Consiglierei a tutti i meridionali di esporre sui balconi e terrazzi le nostre bandiere preunitarie.

  2. Inneggiare a tiranni despoti quando si vive in una Repubblica democratica è qualcosa di ridicolo, che dovrebbe solo far sorridere se poi non vi fossero degli ignoranti capaci di vandalizzare per questo assurdo motivo monumenti storici. Ai Savoia va comunque il merito indiscusso di aver unito l’Italia dopo secoli e dopo migliaia di italiani morti per una nazione ideale, ridando senso al nostro Paese altrimenti diviso in tanti statarelli dominati dal cugino o dal nipote di questo o quel sovrano europeo. Quel che conta, nel XXI secolo, è essere in piena democrazia, figli di una Repubblica Italiana che è nata grazie all’Unità d’Italia, nonostante i tanti errori commessi in quell’epoca. Nel XIX secolo Savoia e Borbone erano dinastie ereditarie che regnavano spesso reprimendo con il sangue le rivolte del popolo. Il revisionismo storico basato sull’ignoranza va osteggiato in ogni modo.
    Ps
    Che le statue di Canova debbano vessare in condizioni così pietose è una vergogna. Purtroppo non in tutte le zone di Napoli vi sono cittadini disposti ad autofinanziarsi per ripulire i monumenti.

    Fabrizio

    • Fabrizio _Reale. Mi sa che di storia ne conosci poca e che sei un ascaro. Informati cos’erano le Duesicilie prima dell’avvento dei Savoia e com’era messo il nord, confrontale con lo stato attuale. Purtroppo io constato che non siamo altro che una colonia del nord, mentre tu parli di unità.

    • Gentile Fabrizio Reale, il tuo messaggio potrebbe essere applicato alla rovescia e cioé: “inneggiare a tiranni despoti quando si vive in una Repubblica democratica è qualcosa di ridicolo”. Dipende dai punti di vista. Per me, i tiranni sono i Savoia, per te sono i Borbone. Bene, siamo in una repubblica democratica, come giustamente dici tu, e io non mi sogneremi mai di commentare sul tuo blog con un attacco alla libertà d’espressione e pensiero. E siccome siamo in democrazia, ottima l’iniziativa di ripulitura di una statua (quasi pulita e linda), ma andiamo a pulire anche le statue strasporche da anni. Ti sembra troppo antidemocratico?
      Non è proprio il caso di parlare di Savoia e Borbone, io ne faccio un problema di decoro generale, e vorrei che tutto fosse pulito e protetto, sia statue che amo, sia statue che non amo. Parlare di revisionismo è difficile, leggendo il tuo commento pieno di livore per i Borbone… perché c’è dentro la convinzione che le poco più di cento esecuzioni dei vendicativi Ferdinando e Carolina valgano quanto le migliaia di napoletani (popolo) uccisi dai giacobini, sia francesi che napoletani. Genovesi non era contro Carlo di Borbone, e Filangieri sostenne Tanucci. La massoneria napoletana fu sostenuta da Maria Carolina, e indirettamente anche da Ferdinando, e se fu partorito il grande illuminismo napoletano fu proprio grazie a quella grande donna modernista e protofemminista che fu la regina asburgica. Dopo, come sempre fanno i napoletani, una corrente della Scuola Napoletana di Economia si fece permeare dalle istanze francesi, quasi come una moda, invece di capire che gente come Filangieri aveva dettato la via nel mondo (citofonare Benjamin Franklin), e ne venne fuori il solito tradimento napoletano. Prendiamocela con noi stessi se siamo dei perdenti, ma gentilmente, restituiamo ai Borbone quello che è dei Borbone: non poco, direi. Nicola Spinosa, un grande Sovrintendente del recente passato che non ha bisogno di presentazioni, è persona che conosce perfettamente i fatti (come presuntuosamente dico di conoscerli io) e non si perde in frizzi e lazzi della retorica (minuto 10:00) http://www.youtube.com/watch?v=_lvN4WC-Cbg#t=10m00s
      Ma facciamo finta che la Rivoluzione Napoletana e il Risorgimento non siano due falsi storici applicati alla realtà (ma per te non è così). Diciamo solamente che in Italia, e soltanto in Italia, “borbonico” dice male; non in Spagna, non in Francia, perchè lì non c’è stato un Risorgimento all’italiana. E però i francesi sono il popolo della Rivoluzione che portò i loro Borbone alla ghigliottina; eppure i re di Francia appartengono alla storia nazionale francese e Versailles è un simbolo che appartiene alla Nazione, testimonianza del rispetto dei transalpini per la storia della loro monarchia. La magnifica Reggia di Caserta, invece, sembra proprio non appartenere troppo alla storia nazionale ma alla storia dei Borbone, del Sud, e così tutte le statue e i monumenti che li riguardano. Alla fine, la rinata Reggia sabauda di Venaria Reale è stata ribattezzata “la reggia d’Italia”. Del resto siamo napoletani, non francesi, cioè siamo quelli che sputano sulla propria storia. E perciò siamo sempre dei perdenti.
      Mi sono dilungato, ma il tuo commento non si riferiva al decoro delle statue di Napoli bensì alla storia di Napoli. E tanto ti dovevo… sempre che il tuo messaggio fosse rivolto al mio articolo.

  3. Si potranno ripulire le scritte sui monumenti (borbonici o sabaudi), ma sarà difficile ripulire le coscienze dei meridionali che nel 2013, avendo pure davanti agli occhi lo spettacolo quotidiano dell’agonia della loro città e della loro antica terra, scrivono roba simile:
    “Ai Savoia va comunque il merito indiscusso di aver unito l’Italia dopo secoli e dopo migliaia di italiani morti per una nazione ideale, ridando senso al nostro Paese altrimenti diviso in tanti statarelli dominati dal cugino o dal nipote di questo o quel sovrano europeo”.
    “…di aver unito l’Italia dopo secoli”… Dopo secoli di cosa? Quando mai l’Italia è stata un paese unito?!
    “…dopo migliaia di italiani morti…”… E le decine di migliaia di morti, anch’essi italiani, che non volevano saperne niente di questa presunta “unità”?
    “…per una nazione ideale”… Appunto, “ideale”: vale a dire, non esistente nella realtà ma solo nell’astrazione del pensiero.
    “…ridando senso al nostro Paese…”. Quale “Paese”? Lo stato italiano non c’è mai stato prima del 1861. Quindi non c’era nemmeno un “senso” da “ridare”.
    E poi, che paese sensato quello che ingloba in un unica compagine statale siciliani e altoatesini, valdostani e pugliesi! Vale a dire, popoli tra loro molto più diversi di quanto non lo siano spagnoli e portoghesi, che pure abitano due stati distinti!

  4. Io ho scritto che Savoia e Borbone erano tiranni antidemocratici nel XIX secolo.
    Non penso di aver mostrato livore contro i Borbone, bensì sono critico verso chi in piena Repubblica voglia tornare in qualche modo all’Italia preunitaria, fatta di tante piccole monarchie.
    Sono fiero di essere europeo, italiano e napoletano.
    Tanto i Borbone quanto i Savoia, quanto Murat (che fece tantissimo per Napoli, in proporzione (pochi anni fu al potere) più dei Borbone probabilmente) e quanto quei martiri della rivoluzione partenopea del 1799 che tanto denigri sono parte integrante della STORIA di Napoli, hanno tutti contribuito a far di Napoli quello che artisticamente, storicamente e culturalmente è.

    Quel che proprio non mi va giù è che ci sia qualcuno che riesca a giustificare il danneggiamento di monumenti con motivazioni che sinceramente non condivido. Io sono il primo ad essermi più volte lamentato per lo stato assurdo in cui vessano alcuni monumenti napoletani (la fontana di Monteoliveto con la statua di Carlo II, i monumenti equestri di Canova in piazza del Plebiscito, la fontana della Maruzza, quel che resta del castello del Carmine, il chiostro di Monteoliveto, etc.)… come comitato di piazza Borsa ci occupiamo di piazza Borsa e dintorni… e un monumento – fosse di Vittorio Emanuele o di Ferdinando II – è parte del patrimonio che ci hanno lasciato in eredità e come tale va rispettato e tutelato, in quanto NON è nostro ma è dell’intera umanità, essendo il nostro centro storico patrimonio UNESCO !!!!!!
    Fabrizio

    PS
    Ti prego di cancellare da facebook gli interventi che offendono la mia persona, grazie!

  5. Fabrizio Reale, intanto tu parli di xix secolo, nel xix secolo non c’erano i Borbone, ma solo i Savoia, per il resto non intendo risponderti, la risposta l’hai già avuta nel mio commento precedente; E fa male Angelo Forgione a spiegarti certe cose elementari che tu non riesci a capire. Se sei stato offeso su facebook, non m’interessa, io non l’ho fatto, ma non è detto che non lo farò.

  6. @Francesco Netti… che dire, mi cascano le braccia.
    L’invito a studiare la storia da parte di una persona che non conosce nemmeno in che secolo viviamo… Siamo nel XXI secolo, ovvero negli anni 2000… il secolo scorso (il famoso Novecento) era il XX secolo… quello precedente ancora, ovvero il periodo storico che tanto mi critichi di non conoscere, era il XIX secolo…
    Sperando di esserti stato di aiuto nel contestualizzare in che secolo abbiano regnato i Borbone (parte del XVIII e del XIX secolo), chiudo con un doveroso (data l’ora) Forza Napoli!
    F.

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