Sgarbi shock: «denapoletanizzare Pompei»

Il critico d’arte smonterebbe le rovine per rimontarle altrove

Angelo Forgione – In un’intervista a Il Giornale, e poi in varie radio, Vittorio Sgarbi ha parlato dello stato di abbandono e degrado in cui versa Pompei, proponendo una denapolenatizzazione” del sito archeologico per sottrarlo ai problemi del Sud e trasformarlo poi in un club Mediterranée. Il critico d’arte vorrebbe portare idealmente gli scavi al Nord, diversamente da quanto detto da un altro critico d’arte, quel Philippe Daverio, meno fumoso e più concreto, che, al contrario, ha chiesto di sottrarre Pompei all’inadeguata e fallimentare Italia perché se ne occupi l’Europa. Sgarbi è ben cosciente che le antiche città romane ci sono perché la lungimiranza dell’antico governo borbonico del Sud le riportò alla luce e che, finché era il Sud ad occuparsene autonomamente, erano in continua evoluzione. Sgarbi non può dimenticare che Pompei non è sotto l’egida della Regione Campania ma sotto quella dello Stato italiano che ha clamorosamente fallito, e non solo sotto al Vesuvio. E allora, Pompei non è da denapoletanizzare ma, semmai, da deitalianizzare. Napoli ha indicato la via della cultura all’Europa e sono state le classi dirigenti dell’Italia unita, figlie delle ideologie politiche sorte a inizio Ottocento, a spegnere la cultura della città di Giambattista Vico, padre dell’Illuminismo napoletano, italiano ed europeo. A Napoli, che assorbe simili attacchi da più di un secolo, tocca sopravvivere al moderno torpore della cultura, ad un sistema italiano che sta consegnando i suoi monumenti unici alla rovina. È Napoli che è sotto denapoletanizzazione (in Made in Naples dedico l’ultimo significativo paragrafo proprio a questo processo), nel senso che è costretta a perderà lentamente la sua identità, e non è certo la città partenopea, comunque uno dei pochi centri di grande cultura del Paese, a spegnere la cultura italiana… per cui non c’è più attenzione e rispetto. Proprio Sgarbi, qualche tempo fa, ebbe a dire in tv che i fermenti culturali di Napoli sono superiori a quelli di Milano. «Napoli vive, Milano muore… smettiamola di dire che Milano è la capitale, è la capitale del c…o, del nulla», disse il critico d’arte a L’Ultimaparola. E allora voglio sperare che per Pompei denapoletanizzata abbia voluto intenderla sottratta alla morte culturale che l’Italia sta imponendo soprattutto al Sud. Sposo comunque la forma di denuncia di Philippe Daverio, corretta e ineccepibile.

minuto 2:25

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13 thoughts on “Sgarbi shock: «denapoletanizzare Pompei»

  1. Angelo su una cosa Sgarbi ha ragione togliere all’Italia Pompei. Ma dobbiamo togliere all’Italia la città di Napoli e tutto il sud diamolo alla Spagna o alla Francia. Ritorniamo a Carlo e Alfonso

    • Giorgio,
      purtroppo i grandissimi Carlo e Federico non ci sono più e, a questo punto, io preferirei la Merkel che è usato garantito tedesco!!!!
      Saluti
      Walter

  2. bel destro angelo sgarbi e stato sgarbato penso che io non sapevo che pompei non era nelle mani della regione ma lui si senz altro allora perche infiochettare cosi un fallimento italiano e appoggiarsi sicuramente a quei pochi scup giornalistici tipo striscia di mancanza di personale professionistico cioe sfaticati

  3. Angelo purtroppo questo emerito coglione deve ringraziare Maurizio Costanzo
    con la sua TV spazzatura di Berlusconi altrimenti non sapevamo nemmeno chi fosse,
    ma chi la nominato critico d’Arte a questo drogato?

  4. ho ascoltato tutto il dialogo mi ha veramente fatto arrabbiare il suo modo di denigrare tutta napoli come pompei prima lo chiamo vita adesso lo chiama chiasso? e poi napoli non e casal di principe che sono due traverse e 1 bar come si permette sto psicopatico ?

    • Dai, Antonio, per favore!
      L’asino è utile, lavoratore e onesto; non devi offenderlo o paragonarlo!
      Saluti
      Walter Rho

  5. Ci risiamo!
    Purtroppo la colpa maggiore non è sua perchè lui così ci è nato; la colpa maggiore è di chi lo chiama (e paga) e, peggio ancora, di chi lo ascolta.
    Io quando, in televisione, incappo incidentalmente in una trasmissione ove c’è lui, cambio subito canale così non mi disturbo.
    A fronte di questa sua ultima esternazione ci vorrebbe un pernacchio di Eduardiana fattura che, non potendola rappresentare su questo post, in sua vece illustro cosa pensano di lui alcune persone illustri:

    – Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio.
    (William Shakespeare)
    – Uno sciocco trova sempre uno più sciocco che lo ammira.
    (Nicolas Boileau)
    – Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l’imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile.
    (Woody Allen)
    – Chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell’errore. (Cicerone)
    – Si vive in un’epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio, e io vivo nel terrore di non essere frainteso.
    (Oscar Wilde)
    – Meglio tacere e passare per idiota che parlare e dissipare ogni dubbio.
    (Abraham Lincoln)
    – L’uomo ha raccolto tutta la saggezza dei suoi predecessori, e guardate quanto è stupido. (Elias Canetti)
    – Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.
    (Albert Einstein)
    – L’ignoranza è temporanea, la stupidità è per sempre.
    (Anonimo)
    – Oggi il cretino è pieno di idee.
    (Ennio Flaiano)
    – Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
    (Bertrand Russell)
    – La differenza tra un genio e uno stupido è che il genio ha dei limiti.
    (Anonimo)

  6. Mi chiedo cosa abbiamo in comune con gente come Vittorio Sgarbi, Giorgio Bocca, Renato Brunetta, Paolo Villaggio etc. etc. Forse ha ragione un mio amico quando dice:”Meglio un marocchino che un padano, il marocchino è mio fratello, il padano è mio nemico”. Solo qualcuno che non è mai stato a Pompei può dire delle sciocchezze quali quelle pronunciate da Sgarbi. Il Santuario di Pompei, ad esempio, e tutto il paese che gli sta d’intorno, è organizzatissimo, pulitissimo e bellissimo, e sono gestiti dal comune di Pompei. Sono gli scavi poco distanti, gestiti dalla sua (di Sgarbi) italia, che sono a dir poco fetidi. Ma d’altra parte mi chiedo cosa c’è da aspettarsi da uno che ha organizzato una mostra su Mattia Preti (il cavalier calabrese!) a Venaria Reale a Torino. Se non è uno scippo di cultura questo. Mattia Preti è nato in Calabria, ha lavorato, a Roma, a Malta, e sopratutto a Napoli, ma la mostra Sgarbi l’ha organizzata a Venaria Reale!

    • Cosa hanno in comune?
      Come ebbe a dire Pier Paolo Pasolini : “Io so”
      ma non posso dirlo perchè gli avvocati costano troppo.
      Bravo Mura29, mi sei piaciuto!
      Bella quella del Marocchino e del padano!
      Un abbraccio borbonico
      Walter Rho

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