Dolore per la strage in Irpinia. Ora silenzio!

Sembra che non ci sia pace per Napoli. Il Napoli, l’unica valvola di sfogo della città, mette in piedi una festa al “San Paolo” e puntuale arriva il grande lutto che smorza il momento di felicità. Troppi morti, troppo dolore per il pullman precipitato dal viadotto nel tratto irpino della Napoli-Bari. Questa non è una tipica tragedia del Sud, come ha scritto su twitter il direttore de Il Messaggero Virman Cusenza. Questa è una tragedia, punto e basta. Inutile discutere se il Napoli avrebbe dovuto evitare di scendere in campo oltre ad annullare le prevista festa. Personalmente non condivido la scelta, e avrei preferito che lo stadio restasse chiuso. Pazienza per i turchi che erano già a Napoli. Pazienza per gli accordi con lo sponsor tecnico. Ma così è stato deciso, e ognuno se ne faccia un’opinione. È però auspicabile che non si vada oltre la partita. Anzi, faccio un appello a coloro che andranno allo stadio: al minuto di raccoglimento si faccia davvero silenzio e si rimandino gli applausi all’italiana, che vanno benissimo ma solo se alla fine del raccoglimento, e non durante. È un segno di civiltà e di rispetto che questa assurda e dolorosa strage di vite merita, e di cui Napoli è capace.

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5 thoughts on “Dolore per la strage in Irpinia. Ora silenzio!

  1. Esprimo qui il mio dispiacere per l’assurda morte di 38 meridionali ed il cordoglio per le famiglie delle quali immagino l’enorme dolore e strazio.
    Ho accolto con favore il fatto che il Cacio Napoli abbia, in segno di lutto, eliminato dalla manifestazione odierna tutta la parte folcloristica restingendola alla sola parte sportiva e di presentazione dei nuovi arrivati.
    Unico aspetto “positivo” di questa inaccettabile tragedia, in relazione alla citata sua tipicità sudista è il fatto che, ove mai, le maestre dovessero dare ai loro alunni da svolgere il tema avente come traccia “Descrivete brevemente uno stupido”, gli alunni, adesso, sanno bene dove attingere dell’ottimo materiale quanto alla persona da rendere oggetto del loro tema.
    Relativamente alla dinamica dell’incidente, pur non conoscendone i dettagli, ho la forte sensazione che si debba andare a fare delle verifiche, in senso generale, alla modalità di esecuzione delle revisioni periodiche degli automezzi.
    Bene, nella speranza che, almeno, riposino in pace, unisco il mio dolore a quello dei familiari e saluto
    Walter Rho

  2. Caro Forgione, invece Virman Cusenza ha ragione. E’ stato direttore de Il Mattino, conosce la realtà un cui viviamo. A limite si può accusare Cusenza di parlare solo adesso, quando era a Napoli non ha avuto il coraggio di denunciare le particolarità napoletane, che tra noi passano come “innocente folklore”. Lo stesso percorso è stato compiuto da Paolo Graldi che, da direttore de Il Mattino, lungi da egli denunciare le storture del tessuto sociale napoletano mentre ora che è libero, lo ha fatto a La vita in diretta su rai1. Perchè Cusenza ha ragione? E’ semplice, Angelo. Lo sanno tutti i napoletani che hanno vissuto a Napoli e poi fuori Napoli. A Napoli per la revisione, non dell’autobus, ma della semplice utilitaria, è prassi passare qualche euro al meccanico e quello ti dà il certificato. Sono rimasto di sasso quando, trasferitomi a Milano, la mia utilitaria è stata scandagliata centimetro per centimetro. Il meccanico di Milano ha steso un rapporto sulla mia povera auto segnalando ogni difetto ed imperfezione. Non correggi i problemi? Non ti faccio la revisione. Purtroppo è una tipica strage da Sud, nemmeno nel terzo mondo è permessa la circolazione a pullman che cadono a pezzi.

    • D’accordissimo sul problema della revisione degli autoveicoli che sono stato il primo ad evidenziare ma per il resto devo sottolineare che Cusenza e Graldi c’avevano famiglia, mica si permettevano di scatenare il loro giornale contro queste e tante altre storture che ci affliggono!!!!!!
      Adesso, invece, si possono permettere di fare i saggi sapientoni e,anche loro, di fare la “ricotta” e stereotopizzare i problemi del Sud.
      Dante li porrebbe nel girone degli ignavi.
      Il problema della falsa revisione non è solo di Napoli; è presente anche al nord, quindi, finiamola di criticare sempre a senso unico e basta con questi meridionali che una volta a nord divengono i peggiori antimeridionalisti!

  3. le più grandi disgrazie per il sud sono i silenzi di chi sa e tace, di quelli che diventano maestri a fatti compiuti, di tutti coloro capaci di misurarsi solo sulle apparenze e non sui dati di fatto! ho letto (questo è quindi un atto di fede nell’articolista) che quel tratto è pericoloso e che i guard-rail sono a stento sufficienti per le auto: chi li ha costruiti? chi non lo ha denunziato!
    come si vede le colpe sono plurime,! è il sistema Italia che fa acqua da tutte le parti e dobbiamo essere noi cittadini e nessun altro a tentare di porvi rimedio!
    è facile incolpare gli altri solo per nascondere le nostre manchevolezze

    • La disgrazia per il Sud è rappresentata dai parlamentari meridionali ASCARI, che non hanno mai tutelato il loro Sud appoggiando governi che hanno provveduto sempre e solo per il centro nord.
      Il ministro che ha promosso una delle leggi più atroci per il Sud era abruzzese e si chiamava PICA! Sotto l’ombrello di questa legge sono stati ammazzati, incarcerati,sciolti nella calce migliaia di meridionali per il solo sospetto di conoscere un brigante o per il possedere un falcetto per eseguire i lavori in campagna.
      La disgrazia per il Sud è rappresentata da tutti quei meridionali, indipendentemente dal loro ceto sociale, che hanno votato berlusconi e, quindi, con esso, lega nord facendo sì da amplificare l’agire soltanto in favore del centro nord e adesso ci lamentiamo che ci mancano anche i bus e le metropolitane.
      Quando finalmente i meridionali prenderanno coscienza di ciò, probabilmente troveranno la forza di chiedere pari diritti, autostrade, ferrovie, servizi occupazione così come questo paesaccio garantisce al centro nord.
      Saluti
      Walter Rho

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