a “Le Iene” e “Linea Gialla” il dolore della Campania assassinata… non solo dalla camorra

Angelo Forgione – Mentre il Napoli perdeva a Londra e tutto il popolo azzurro trepidava per le vicende della squadra del cuore, andava in onda su Italia1 un reportage de Le Iene sulla tragedia casuata dai rifiuti tossici sversati nelle campagne tra Napoli e Caserta (clicca qui). Non una novità ma ulteriori venti minuti drammatici per chi non ha ancora capito a cosa è soggetto il popolo campano compreso in quel fazzoletto di terra.
Il titolo, banale, non era da programma di controinformazione: “la camorra uccide anche senza pistole”, ed è pur corretto, ma incompleto. Manca “con la responsabilità dell’industria del Nord nel silenzio dello Stato”. L’importanza dei titoli è insospettabile e non tutti sanno che nei quotidiani esiste la figura professionale del titolista che ha la responsabilità di indirizzare l’attenzione sul cuore dei problemi sviscerati dai giornalisti negli articoli. La camorra uccide senza pistole perché allettata dai facili guadagni ma lo Stato sa bene che il Centro-Nord e parte d’Europa smaltiscono da decenni i veleni delle aree industrializzate in Campania. Protagonista del reportage anche l’encomiabile Don Patriciello che ha sottolineato proprio che la visita dell’ex ministro della Salute Renato Balduzzi di qualche tempo fa è stata solo una comparsata che non ha fruttato alcun intervento. Balduzzi è proprio quel ministro che giustificò l’aumento dei tumori in Campania con le cattive abitudini alimentari, l’obesità e la sedentarietà.
Lo scorso week-end, Don Patriciello ha incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha esternato la sua solidarietà alle mamme dei bambini colpiti da questo avvelenamento programmato e si è mostrato come sorpreso, quasi disinformato, da una vicenda che sembra aver appreso all’improvviso. È comprensibile il ruolo delicato di Don Patriciello, già sopraffatto in un aula di Prefettura a Napoli dalla protervia dell’ex-prefetto De Martino che lo riprese con spocchia per aver chiamato “signora” l’omologa di Caserta, e si può intuire il perché il coraggioso uomo di Chiesa abbia ringraziato Napolitano, ma la gran parte del popolo napoletano che si riconosce in lui è solo lui che deve ringraziare: non deve dire “grazie” alle alte cariche dello Stato che sanno benissimo, e da vent’anni, cosa accade in Campania, che conoscono bene i motivi del duplice omicidio Alpi/Hrovatin, che sanno che la Campania è al centro di un traffico internazionale di scorie tossiche, e che non hanno speso una parola sull’argomento nei loro discorsi ricchi di retorica su un Paese allo sbando e senza compattezza. Processi e inchieste che negli anni hanno svelato le dinamiche perverse con cui sono state condotte le scorie nocive non sono segreti di Stato, e la solidarietà e la vicinanza alle mamme dei bimbi e tanto inutile quanto amara. Gli studi delle Commissioni d’inchiesta parlamentare allertano che intorno al 2060 ci sarà il picco di incidenza tumorale, paragonabile alla peste del Seicento. Una perizia dal geologo torinese Giovanni Balestri ha analizzato nel 2010 l’avvelenamento delle falde acquifere di Giugliano e delle zone limitrofe, indicando che nel 2064 ci sarà la piena delle precipitazioni in una falda colma di percolato e rifiuti tossici. Ogni forma di vita potrebbe essere estinta! Tutto ciò basterebbe per intervenire subito, senza se, senza ma e senza sterile solidarietà. Ciò che è stato fatto alla Campania è tragico e ci vuole poco a prevedere il futuro: nel 2061, saranno festeggiati con il biocidio campano i due secoli di Unità nazionale. Ci saranno voluti duecento anni a completare il percorso di distruzione di una Terra che ha civilizzato l’Europa. Prima occupata, poi derubata, infine inquinata. E i campani devono pure ringraziare?

Clicca qui per vedere il servizio de Le Iene

Clicca qui per vedere il servizio di Linea Gialla

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3 thoughts on “a “Le Iene” e “Linea Gialla” il dolore della Campania assassinata… non solo dalla camorra

  1. Non è possibile che nessuno di noi porti una soluzione a questo problema.

    Siamo pragmatici: il picco del 2060 si deve prevenire e lo dobbiamo e possiamo evitare.

    Allora cosa fare ?
    1° – Portare subito l’emissione della nostra moneta allo Stato – meglio come quarto potere costituzionale.
    Quindi uscire subito dall’euro e dall’Europa dei banchieri.
    Così facendo recuperando la nostra sovranità monetaria e quindi politica possiamo spendere tutti i soldi che vogliamo per permetterci una gigantesca bonifica, non solo in Campania ma anche a Taranto e da per tutto in Italia.
    Oggi, per chi non lo sa, i soldi li dobbiamo andare a prendere a prestito con interessi quando c’è li danno. Siamo sotto la dittatura dell’euro e di chi ne detiene l’emissione.
    2° – Siccome quanto sopra un sistema democratico liberista, ovvero non libertà, ma subdola dittatura delle grandi lobbies e dei banchieri usurai, non lo permette realizzare sarebbe meglio darsi da fare per cambiare questa democrazia-liberista con un altra tipologia di democrazia da concordare assieme.
    Non è vero che oltre la democrazia (liberista) ci sono soltanto le dittature; la democrazia liberista è essa stessa una subdola dittatura economica.

    Se mi è permesso consiglio Vi invito a seguire il movimento PBC – per il bene comune – che vi faccio conoscere e che prevede nel suo programma le soluzioni sopra accennate.
    Non conosco altri movimenti o partiti che hanno delle soluzioni a questi problemi.

    • Purtroppo quegli industriali che vogliono smaltire i propri rifiuti senza rispetto dell’ambiente si fanno pochi problemi se la terra che avvelenano sia la Campania, la Cina, l’Africa, o la loro stessa terra. Qui a Udine, dove vivo, lungo il parco regionale del fiume Torre, è pieno di amianto e altri rifuti non domestici abbandonati qua e là nel bosco. E dubito che siano rifiuti arrivati da molto lontano.

      Il problema è che solo in Campania (per quanto riguarda l’Europa occidentale, poi nel mondo e soprattutto nei paesi in via di sviluppo è pieno di business di questo tipo) questo fenomeno ha raggiunto una scala talmente alta da attirare rifiuti da ogni lato d’Italia e di Europa. A chi vuole liberarsi dei propri rifiuti interessa poco di mandarli in Campania o altrove, gli basta avere un modo di aggirare la legge. Secondo me è un problema che va risolto in loco, ed è sviante cercare un caprio espiatorio nel “solito” Nord. Se questo avviene solo in Campania è perché solo in Campania esiste una camorra talmente poco attaccata alla propria terra da non farsi problemi ad avvelenarla così. E quegli industriali che oggi smaltiscono i propri rifiuti in Campania domani non si faranno problemi ad avvelenare la Cina o il Bangladesh o l’India.

      • X Otrebor93 –

        Ma quanti sanno che noi dell’Italia meridionale da terzo o quarto Stato al mondo (Regno delle due Sicilie) più progredito e certamente il primo a far nascere uno stato sociale di primordine nell’espansione della rivoluzione industriale (a differenza di altri stati democratici in primis come l’Inghilterra) con la forzata l’unita d’Italia, diventammo “quarto mondo” ????
        E poi colonia interna d’Italia.

        Le cause di questi saccheggi territoriali sono dovuti anche a questo.

        Una domanda.
        Se ti documento la vera unità d’Italia, sei disposto ad accettarla e ti sentiresti sempre italiano ???

        http://pocobello.blogspot.it/2010/03/perche-non-festeggio-i-150-anni-di.html

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