De Laurentiis costruisce e la Curva B distrugge

Angelo Forgione – Il 21 maggio scorso, nel giorno del convegno medico “Napoli, insieme per la salute”, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis aveva chiesto a tutta la piazza di compattarsi di fronte alla più alta percentuale di tumori del Paese e impegnarsi nella “rivoluzione di Napoli contro l’Italia”. A distanza di quattro mesi e mezzo, il patron ha portato in campo un messaggio, non casuale perché riassume l’invito di maggio: “La terra dei fuochi deve vivere. Assieme si può”. Era scritto su uno striscione esposto sul prato del San Paolo e sui display prima del fischio d’inizio del match contro il Livorno. In Curva B, invece di esporre messaggi contro l’inquinamento programmato di “Terra mia”, sorgeva un’altra coppia di striscioni che recitavano “Napoli colera” ed “e adesso chiudeteci la curva”. Si è poi levato persino il coro incriminato “Senti che puzza, scappano i cani, stanno arrivando i napoletani. Colerosi, terremotati, voi col sapone non vi siete mai lavati”. Una chiara forma di contestazione verso la giustizia sportiva, netta e precisa, a prescindere dall’identità e dall’intelligenza individuale. Striscioni che sono frutto di un codice degli ultras, pronti a sfidarsi gli uni contro gli altri nel corpo a corpo e poi abbracciarsi idealmente per combattere il nemico comune che ha il potere di decidere.
Non è arrivata una spiegazione ufficiale che cancellasse gli interrogativi sul gesto. C’è chi ha parlato di provocazione, altri addirittura di ironia, ma pare proprio trattarsi di protesta sottoforma di incosciente autolesionismo. Sia chiaro che il gruppo della Curva B del San Paolo ha violentato la città; si è anteposta allo sdegno che la grandissima parte dei napoletani provano per i cori razzisti, finalmente puniti, e sembra proprio aver lanciato un messaggio a Tosel e agli ispettori della Procura Federale della FIGC: “Lasciateci scontrare, non ce ne frega del razzismo, non tolleriamo le vostre intromissioni e non vogliamo essere controllati”. L’identità di chi ha inscenato la protesta non è napoletana ma ultras, che è un modo d’essere con principi ben precisi. È quella l’unica identificazione che conta ed è chiaro che a loro non interessi nulla di Napoli, della città, della dignità di popolo. E ancora meno gli interessa dell’inquinamento delle terre immediatamente fuori città, ulteriore “strumento” per discriminare una città vessata che avrebbe bisogno di ben altre manifestazioni e invece si ritrova ostaggio di chi apre platealmente le porte di casa all’aggressione secolare.
Bisogna puntare decisamente i riflettori sullo striscione voluto dal Napoli, che diceva proprio “assieme si può”. Mentre il Napoli chiedeva la rivoluzione di Napoli contro l’Italia sbagliata il gruppo di curva B abbracciava l’Italia sbagliata. Altro che assieme, altro che impegno di tutti… su alcuni non si può e non si deve contare. La Campania non merita le condizioni in cui si trova, ma certe manifestazioni dimostrano il perché lo sia. E Napoli è ancor di più luogo simbolo di un pernicioso masochismo.
Dopo anni di battaglie su questo tema, mi sento violentato dal mio vicino.

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28 thoughts on “De Laurentiis costruisce e la Curva B distrugge

  1. quando gli ultras fischiarono l’inno tu li ergesti a paladini della napoletanità e adesso che non ti fanno comodo perchè si comportano da uomini e non da donnine offese che abbaiano ad uno pseudorazzismo ,che altro non è che un goliardico sfottò,non vanno bene più..

    • un uomo non ironizza su una epidemia,un uomo NON OFFENDE una citta’ ,un uomo da importanza ad una certa etica;in questo caso si puo’ che dei non uomini abbiano difeso dei non uomini….giusto farla finire qui la cosa…..;poi certo si puo’ dire che è la loro mendalida’!lo sfotto fu quello dei salernitani qualche anno fa…..i 10 piani di morbidezza!

    • AL CALCIO NON APPARTIENE NESSUNA FORMA DI VIOLENZA….TANTOMENO I “PRINCIPI” SU CUI VI BASATE. SE VOI SIETE QUESTO VIA DAGLI STADI….TANTO LA VOSTRA ASSENZA SAREBBE RIMPIAZZATA DOPO QUALCHE MESE DA GENTE CHE VIENE ALLO STADIO SOLO PER LO SPORT….VOI CON IL CALCIO NON AVETE NULLA A CHE VEDERE…..VIA!!!!

  2. roberto CARMANDO PIANGEVA A VERONA PER QUEI CORI E MARADONA LO ABBRACCIO QUANDO SEGNO IL 2 A 2 SE NON MI CREDI C,E UN VIDEO CHE LO TESTIMONIA IO NON TI GIUDICO MA TI CHIEDO DI RIFLETTERE LA DOMENICA NAPOLI NON DEVE DIVENTARE OGGETTO PER FAR SFOGARE QUELLE BESTIE A TE FORSE NON TOCCANO STE COSE PERCHE TI HANNO LAVATO IL CERVELLO IO ANDAVO ALLO STADIO QUANDO C,ERA PALUMELLA CICCARELLI FINELLI prima che arrivava maradona è SI è LOTTATO PER PORTARE NAPOLI NELL CALCIO CHE CONTA M,A IL RISPETTO PER LA CITTA VIENE PRIMA DI OGNI COSA … POI IO RIMANGO ANCORA COL DUBBIO SUL VERO MOTIVO se è cosi e di pochi ma non di tutti gli ultra

  3. L’anno scorso, per protesta contro i cori “Vesuvio lavali..” la curva ha inscenato quella magnifica coreografia.. ed ora?!? Mi sa che oltre a non sapere il significato di goliardia, non sanno manco il significato di coerenza. Se la curva protesta con me fischiando l’inno (a questo punto devo dire “con la speranza che capiscano il perché”) va benissimo, ma se deve sputare contro Napoli solo per una ruffiana solidarietà con gli altri Ultras Italiani contro Tosel, allora non sono degni di occupare quella zona dello stadio. E’ STATA PROFANATA, CHE VERGOGNA!!!!

  4. Perdonatemi ma non potete giudicare il comportamento degli ultras con il vostro registro interpretativo. Se per voi la punizione del giudice Tosel è giusta, per gli ultras non è così; non perché siano idioti, incivili o chissà cosa, semplicemente perché non riconoscono l’autorità del giudice sportivo, per loro le multe e le squalifiche non hanno senso né significato. Gli ultras non delegano alle autorità il compito di punire il comportamento oltraggioso di una tifoseria avversaria, vogliono farsi giustizia da soli. That’s all. A voi potrà non stare bene, potrete non condividere, ma etichettare e giudicare senza conoscere né capire non mi sembra davvero da persone “di cultura”.

    • Se per loro la punizione non era giusta, potevano protestare diversamente, invece che offendere una città.
      Sempre a vantarsi questi “ultras” si fanno “giustizia da soli”, ma perchè di fronte al razzismo chi deve intervenire, sua Santità ULTRAS???

      E’ facile pensare è un “coro”, quei cori vengono fatti tutti i giorni anche fuori dagli stadi e voi avete supportato questo degrado e offeso persone che quando quei cori li sentono ci stanno davvero male.

      Ma voi siete ULTRAS….. gli INVINCIBILI, per carità… CURVA B COLERA.

      That’s all, come dici tu.

      • Non ho detto di essere un Ultras, sono semplicemente una persone che non giudica a priori ma cerca di conososcere i motivi di un comportamento prima di esprimere un parere. Io a differenza di molti di voi, ho subito in prima persona insulti e sputi da tifosi e non che popolano Milano, per cui non credere di parlare ad uno che ci gode nell’essere chiamato “Colera”.
        Se poi tu sei contro gli Ultras sei contro la loro mentalità e li consideri un ammasso di caproni ignoranti, allora mobillitati in tal proposito e non subire le situazioni come tutta la città fa da anni… Dovremmo imparare a prendere le questioni di petto ed affrontarle in prima persona piuttosto che nasconderci sempre dietro lo schermo di un lassismo di stato.

    • spiegami , come osi usare la parola ”giudicare” ”capire”… spiegami cosa c’è da capire!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! il fine nn giustifica i mezzi.. nn puoi ammazzare tua madre per andare contro il sistema!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! nn ci sn giustificazioni, ragioni, rilfessioni che tengano.. abbiate , o abbiano, il coraggio di stare zitti ora che tutto è stato già fatto… rispettate il nostro ”lutto”, scusate se nn siamo felici di essere stati pugnalati alle spalle

    • Prese più a cuore Maradona le offese ricevute dal popolo Napolitano (che per esso combatté) ,in terra settentrionale che questi quattro disadattati che occupano le curve. Ha ragione De Laurentiis quando dice di voler realizzare uno stadio senza curve, se queste devono essere occupate da certa gente.. Sono passato dai trionfi di Diego al disonore della serie C e soprattutto di quel periodo ricordo la sfida continua che portarono e portano tuttora alla presidenza della società,riuscendo a far comminare al Calcio Napoli, migliaia e migliaia di euro di sanzioni fino alla chiusura delle curve e partite giocate a porte chiuse. Il loro modo di esprimere certi punti di vista non mi rappresenta, come non mi rappresentano certi soprusi fatti in curva o davanti ad un botteghino per accaparrarsi con logica camorristica i biglietti imponendosi a chi magari ha passato la notte in coda o peggio ancora certi comportamenti in un autogrill o nei vagoni di un treno che servono ad additare un intero ed onesto popolo “pe ‘na manica ‘e fetiente” per citare le parole di una canzone scritta da Claudio Mattone-.
      Prima di essere tifoso del Napoli io sono tifoso di Napoli e della Sua lunghissima e ricca Storia.
      Perfetto, per chi non riconosce l’autorità, c’è la possibilità di farsi giustizia da solo. Bellissima la prospettiva per un mondo migliore. Da insegnare nelle scuole onde avere generazioni di nuovi napoletani come modello da esportazione.

      • Cavolo complimentoni, fai anche citazioni per valorizzare meglio il tuo commento! Hai mai sentito parlare di democrazia dal basso e di auto-organizzazione?! Se vogliamo risolvere i problemi di questa città non dobbiamo andare in tv a lamentarci dello stato che non fa nulla, ma muovere il culo in prima persona, quello che in piccolo fanno i beceri Ultras, a differenza di me e te che siamo solo povere pecorelle da tastiera…

    • Mi dispiace ma non sono minimamente d’accordo con te. L’impossibilità di farsi giustizia da soli è il fondamento di ogni società civile, e se gli ultras vogliono essere da meno non esprimono una cultura diversa dalla nostra, esprimono unicamente barbarie e ignoranza.

      • Io non credo che l’intervento diretto debba per forza portare alla barbarie. Credo, invece, che noi cittadini in primis dobbiamo farci carico di risolvere i problemi della città, mettendoci soldi, tempo e fatica. Pretendere che un politico eletto a Milano, che lavora a Roma e vive in Lombardia possa preoccuparsi di risolvere i problemi di Napoli non credi sia un po’ irrealistico?
        Sarò pure un barbaro, ma piuttosto che sperare in una multa della Lega Calcio, preferisco farli ingoiare di persona gli insulti ai tifosi razzisti!

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  6. Occorre dimostrare subito che Napoli si dissocia da questi teppisti! Forgiò ti propongo di lanciare un’iniziativa che isoli il gruppo di Ultras dal resto della città. Iniziamo a mostrare che siamo pronti a reagire contro tutti coloro che ci denigrano …Partendo dalle nostre case!
    Angela

  7. peccate di presunzione, non giudicate quello che non capite e non sapete…Saper scrivere due parole su un monitor non ti fa migliore di qualcun’altro e parlare di napoletanità su di un blog non ti fa più napoletano di qualcun altro…Ignori idee e pensieri di queste persone e sputtani, ma chi ti credi di essere?

    • come si pretende l’etica dai calciatori per rispetto dei bambini lo si pretende anche dagli spalti…..qui non si giudica ma si TUTELA……!!!ma ormai si è capito che una certa “mentalita’” è LIMITATA…..

      • Limitata….la vostra mentalità elevata invece, giusto? Pretendere etica sugli spalti..ma da dove vieni? Questa è l’italia e finchè questo problema vi sarà nella società, nell’istruzione, nella televisione e in politica come pretendi di risolvero attraverso la repressione indiscriminata di chi frequenta il settore CURVA? Perchè è di curva che si parla, no di distinti e tribuna dove giurerei di aver sentito anche lì i suddetti cori discriminatori. Ma giusto, il problema sono gli ultras certo! Quando c’è da parlare di stadio in maniera negativa sono gli ultras, mentre in maniera positiva usate dire TIFOSERIA, o addirittura tirare in ballo l’intera CITTA’. Siete prima di tutto incoerenti e come se non bastasse presuntuosi, tnt da giudicare quello che ignorate e non capite. Una protesta contro una forma di repressione DISCRIMINATORIA non vuol dire essere solidali con chi odia Napoli, (soprattutto se chi ha fatto lo striscione di solito fa a botte con loro per quel motivo). Chiudere un settore popolare anche a chi non cantava, solo per gettare fumo negli occhi e spazzare la polvere sotto il tappeto non è il modo di risolvere un problema, ma voi dovete fare notizia e seguire la massa pensante perchè alla fine questo siete…PECORE. BEEEEEH !

    • personaggi (medico ingegnere scienziato) ,esseri utili per il sociale insomma,urlano frasi di un certo spessore intellettuale….e il “gregge” di individui lo seguono…;guarda che il concetto di pecora lo conosco benissimo….

  8. Altro che fenomeno sportivo!!!!
    Dai commenti che ho letto mi sono convinto che questa è roba da DIGOS e da ospedale psichiatrico!.
    Povera Napoli e povero Napoli!
    Purtroppo resta sempre più attuale l’affermazione “o’ presepe è bello ma so e pastur a nun essere buoni”.
    Saluti
    Walter Rho

  9. Gli ultras azzurri hanno inscenato quella protesta in maniera ironica e per far capire, alle tifoserie che ogni domenica li cantano, che a loro, di quei cori, non interessa niente. Al punto che se li sono cantati da soli. Nel rispetto di un principio sacrosanto: il miglior disprezzo è la non curanza. Di più: caro tifoso dell’Inter e del Milan, a me, che tu canti quei cori, non interessa, non mi offendono. E per fartelo capire, me li canto da solo. L’ennesima manifestazione di superiorità del tifo azzurro.

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