“Made in Naples”, un Forgione cicerone della napoletanità

intervista a cura di Alessia Viviano per donnafashionnews.it

Angelo Forgione, scrittore e giornalista napoletano, è una delle menti meridionaliste più acclamate al giorno d’oggi. Nel 2008 ha fondato il “Movimento VANTO” (Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell’Orgoglio) in quanto come lui stesso ha enunciato  “non ce la faceva più ad assistere allo stupro di Napoli”. Il costante attivismo dell’autore è inoltre sempre tastabile collegandosi al suo blog, seguitissimo. Dopo numerose battaglie a tutela dell’orgoglio meridionale, nel 2013 ha presentato il suo capolavoro letterario, “Made in Naples” da molti lettori definito come “strumento per una necessaria e preziosa ricostruzione della memoria storica, dell’identità e dell’orgoglio dei nostri antichi Popoli”. Un libro che denota grandi capacità comunicative-letterarie,  nonchè una spiccata sensibilità artistica. Un trasmettere, quello di Forgione, che riporta alla luce, a mo’ di radiografia partenopea, un passato ricco di fasti, scandagliando le radici del popolo napoletano, palesando le verità spesso celate a chi tenta ostinatamente di cancellare e sotterrare l’identità di una delle città che hanno influenzato e civilizzato l’intera Europa. Quello di Forgione è un voler riesumare fatti e misfatti storici affascinanti e perlopiù sconosciuti, alla scoperta di un grandioso popolo. Un libro che senza dubbio va comprato, anche per la prefazione firmata J.N.Schifano.

Negli ultimi anni il meridionalismo sta conoscendo un boom senza precedenti, soprattutto tra i giovani. Come ti spieghi questa tendenza? Ti senti anche tu un artefice di questo cambiamento?

Sicuramente c’è un sentimento nuovo, una diverso atteggiamento rispetto al passato, una volontà di affermazione di una certa dignità meridionale. Troppo spesso il popolo del Sud è stato caricato di soverchie responsabilità, oltre quelle effettive. I giovani meridionali soffrono la mancanza di prospettive, la paura del futuro negato, e molti di loro hanno capito che la politica nazionale non si occupa minimamente di risolvere certi problemi. Della questione meridionale ne hanno sentito parlare solo nella pubblicistica meridionalista che magari hanno letto e non più dai politici nazionali. A tutto questo si associa un certo accanimento ideologico e spesso mediatico che non è più tollerabile. Attenzione però all’effetto contrario: pretendere rispetto senza meritarlo significa solo voler nascondere la propria svogliatezza a impegnarsi  nel cambiamento. Ci vuole un atteggiamento proattivo dei meridionali e per il momento mi sembra di vederlo ancora in pochi.
Non so quale sia la cifra del mio contributo, ma so che ogni giorno ricevo decine di messaggi da parte di persone, giovani e meno giovani, che mi ringraziano per avergli stimolato il ragionamento e aperto gli occhi su tanti eventi del passato e del presente. E so anche che non passa giorno che non lavori seriamente al cambiamento nelle varie forme che chi mi apprezza conosce.

Diverse sono le tue battaglie a tutela dell’orgoglio meridionale. Qual è stata la più significativa?

Devo premettere che l’orgoglio è un sentimento negativo quando nasce dal ventre. Io lavoro soprattutto sulla diffusione culturale, per dare dei connotati all’identità napoletana e meridionale in genere e fare in modo che l’orgoglio del Sud nasca dalla testa e sia positivo, lucido, e abbia strumenti e argomenti di riscatto. Di battaglie ne ho fatte tante, anche come attivista, ma maggior soddisfazione l’ho avvertita quando ho fatto scoppiare il caso Amandola, il giornalista della sede Rai di Torino poi licenziato che, intervistando i tifosi della Juventus, suggerì di riconoscere i napoletani dalla puzza. Ne parlò tutta l’Italia, e credo che quell’episodio, già significativo di suo, sia stato decisivo anche nell’inasprire a fine stagione calcistica le norme del Codice di Giustizia sportiva, portando alla chiusura a raffica delle curve di Milano, Torino e Roma. Tra l’altro, grazie a quegli eventi, oggi tutti sanno che il primo bidet d’Italia è alla Reggia di Caserta. Piccola soddisfazione tutta personale.

Quando e come hai capito che la tua mission sarebbe stata (anche) quella di difendere la dignità del Mezzogiorno? Hai mai riscontrato resistenze proprio dai meridionali?

Nella vita bisogna esprimere sempre sé stessi. Se poi si hanno qualità e credibilità è solo la gente che può dirlo nel tempo. Io non mi sono imbarcato spinto dall’orgoglio di pancia ma, prima di farlo, ho studiato, letto e ragionato, mi sono fatto una mia cultura e una mia visione della realtà sociale italiana. Ho scavato nella storia e nei fatti contemporanei e ho rimesso in discussione la mia posizione di partenza. A un certo punto ho sentito il bisogno di offrire agli altri ciò che avevo acquisito, di condividerlo in diverse forme, con moderazione e positivismo, sempre attenendomi alla realtà e senza mai enfatizzare i fatti. Sono passati anni, quel percorso di conoscenza è ancora in fieri e non potrà finire mai, ma è sempre più maturo e non può più tornare indietro. Si rassegnino i riluttanti che hanno identificato in me un pericolo per la verità preconfezionata. Ce ne sono, ma nella vita non si può piacere a tutti, soprattutto quando si prendono delle posizioni.

“Made in Naples” è la tua ultima fatica letteraria. In poche parole, cosa possiamo leggere sfogliando il libro?

Tutto quello che l’UNESCO, inserendo Napoli nella lista del patrimonio dell’umanità, ha racchiuso in una motivazione: “I suoi luoghi conservano traccia di preziose tradizioni, di incomparabili fermenti artistici e di una storia millenaria. Nelle sue strade, piazze ed edifici, è nata e si è sviluppata una cultura unica al mondo che diffonde valori universali per un pacifico dialogo tra i popoli”. Nessuno si è mai preoccupato di sviscerare cosa significasse “una cultura unica al mondo”, e io ho deciso di farlo. Il sottotitolo del libro è “come Napoli ha civilizzato l’Europa (e come continua a farlo), e può sembrare presuntuoso, ma in realtà è proprio l’UNESCO a dire al mondo che Napoli “ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell’Europa e al di là dei confini di questa”. Il libro apre il ventaglio della grande cultura napoletana, che non teme rivali, la codifica, e dimostra come un piccolo territorio senza peso politico ma con grande spessore culturale abbia influenzato il nostro mondo tra il Seicento e il Novecento. Sono orgoglioso di essere stato il primo a farlo, con fatica e lavoro appassionato, e lo stupore di chi legge il libro e ne resta sorpreso per ciò che scopre mi appaga completamente. È un libro luminoso che attualizza l’illuminismo napoletano e non resta ancorato ad alcuna recriminazione, sovvertendo la visione di una Napoli retrograda e ponendola a faro della cultura occidentale.

La critica come s’è espressa? Per molti giorni è stato trai libri più venduti nelle Feltrinelli di Napoli.

È tuttora uno dei libri più venduti in Campania, e ha discreti risultati anche in altre regioni, Lombardia ed Emilia Romagna su tutte. Non è un saggio a scadenza ma è scritto per durare nel tempo. Chi ha deciso di occuparsi del libro l’ha fatto con grande apprezzamento, ma la migliore critica è quella dei lettori, ed è positivissima. In soli sei mesi, le migliaia di copie vendute in tutt’Italia mi sono valse il conferimento del premio “San Gennaro Day” 2013 e l’inserimento del titolo nell’esclusiva promozione natalizia “I magnifici 101 di Mondadori” dedicata alla selezione dei titoli di maggior successo in Italia.

Hai in cantiere un altro scritto? Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sto già lavorando a un nuovo libro, anche questo mai scritto, ma per ora mantengo il segreto professionale. Sto anche preparando lo sbarco all’estero di “Made in Naples”, opzionato da un editore di Tolosa per una traduzione francese. Per il resto, sono sempre sul pezzo. Chi si ferma è perduto.

Annunci

One thought on ““Made in Naples”, un Forgione cicerone della napoletanità

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...