L’autoesclusione dello Stato all’ultimo saluto per Ciro

Angelo Forgione – Dov’era lo Stato al funerale di Ciro? Quale alta carica c’era a simboleggiare un dramma nazionale nato da un errore nazionale? Escluso dalla famiglia o autoesclusosi da sempre? Lo Stato non poteva essere in un sottosegretario, più “amico” di famiglia per stessa ammissione di mamma Antonella – come il presente del CONI – che uomo di politica. E dov’era il Comune di Roma? Il giorno prima addirittura un ministro, in rappresentanza del Governo, era stato alla festa del re delle cravatte a Palazzo Reale, dove si era visto anche un Cardinale della Chiesa, mentre Ciro si è dovuto “accontentare” della visita di un prete di strada. Già, la strada. Quello di Ciro è stato un funerale di strada, non di Stato, e questo indica che non c’è alcuna volontà di mettere un punto. In fondo «sono solo sfottò», si era detto lungo tutto l’anno che si è chiuso con la pistola. E infatti, con tempismo perfetto, la Corte di “Giustizia” federale ha annullato la chiusura “sospesa” della curva interista per cori razzisti. Vincono ancora i dirigenti, i telecronisti e tutti coloro che per un anno intero hanno dato man forte ai capricci delle curve italiane. Ne vedremo delle belle molto presto, a cominciare dalla prossima ridiscussione delle sanzioni per “discriminazione territoriale”.
Il segnale giunto ieri è sempre lo stesso: Napoli è sola e se la sbrighi da sé. E si pianga pure il suo morto, ma senza troppo clamore e vittimismo.

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3 thoughts on “L’autoesclusione dello Stato all’ultimo saluto per Ciro

  1. Hai proprio ragione, questa è l’ennesima conferma che in questa ItaGlia siamo relegati a cittadini di serie Z, per lo Stato è solo morto un ragazzo di nome nessuno.
    E le decisioni della Corte di (in)Giustizia federale (approfittando della disattenzione dell’opinione pubblica) sono l’infamante beffa finale.

  2. Ho letto in serata questa notizia:
    L’avvocato Angelo Pisani annuncia in una nota seri provvedimenti per un servizio mandato in onda dal Tg4: “Il Tg4 come De Santis colpisce a tradimento il povero Ciro Esposito, colpendolo una seconda volta pur di tentare un vergognoso scoop, nel gettare (alle ore 19,00 durante i suoi funerali e la giornata di lutto) ingiuste ombre sul suo gesto eroico e mettendo in dubbio il suo gesto eroico senza neanche conoscere la realtà dei fatti ed il materiale investigativo da cui emerge con assoluta certezza che Ciro ha perso la vita nel tentativo di difendere donne e bambini inermi sacrificando così la propria vita . Mediaset farà la stessa fine degli assassini di Ciro, chiediamo giustizia ed una punizione e condanna esemplare in sede civile e penale per tutte le violazioni e strumentali diffamazioni diffuse. Ci si chiede il motivo di un simile servizio e di tanta cattiveria gratuita da parte di Mediaset e in uno all’immediata rettifica e cancellazione di tali illegittime notizie nelle more dei processi civile e penale che da lunedì vedranno coinvolto anche il Tg4 e i responsabili di tale vile ed ingiustificabile gesto che in memoria ed onore di Ciro non rimarrà impunito”.
    Sono andato a vedere poi sul sito di mediaset quel servizio ed è veramente vile e vergognoso, spero proprio che, come denunciato dall’avvocato, anche per tutte queste continue diffamazioni ci sia giustizia. E’ dal giorno in cui Ciro è stato sparato che i media sciacalli e diffamatori agiscono come la bestia che lo ha ammazzato. E spero che tra le denunce ce ne sia una anche per la redazione di Rai sport, che nella sera della finale di Coppa Italia ha esercitato il primo e più grande, perché davanti a milioni di telespettatori, atto di mala informazione e diffamazione ai danni di Ciro e della sua famiglia, non me ne dimenticherò mai e in primis proprio il “famoso” Cerqueti dichiarava: “Il ragazzo colpito è stato sparato perché probabilmente si tratta di un regolamento di conti della malavita organizzata” poi poco dopo “no, è stato sparato perché stava rapinando un fioraio”. Se l’informazione itaGliana è al 70° posto al mondo, uno dei motivi è proprio per la disinformazione (infamante) che genera, vergognosi.

  3. Caro Angelo, sei puntuale e preciso come sempre.

    Penso che sia necessaria una forte pressione sui parlamentari eletti al Sud affinché si istituisca una commissione parlamentare d’inchiesta come richiesto da vari movimenti meridionalisti.

    I Meridionalisti Democratici hanno chiesto già dall’8 maggio 2014 che fosse nominata la commissione d’inchiesta per lavorare su tre fronti:
    1. Appurare i fatti e le responsabilità di tutti, incluso le autorità (Questore, Prefetto, ecc.)
    2. Dettagliare tutto quello che i commentatori RAI hanno detto e fatto vedere dal primo scontro fuori allo stadio, fino ad oggi. – Aggiungerei che andrebbe fatto lo stesso anche con le altre testate.
    3. Dettagliare tutto quello che è successo negli stadi negli ultimi anni per quanto riguarda la discriminazione territoriale.

    Si proponeva anche una iniziativa di legge per favorire il ritorno della pace negli stadi attraverso un grosso lavoro culturale obbligando le società sportive a prendere iniziative di pacificazione e di accoglienza nei confronti dei tifosi delle squadre ospiti, ecc.

    http://meridem.blogspot.it/2014/05/calcio-violenza-e-discriminazione.html

    Un abbraccio,

    Tony Quattrone

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