Campanello d’allarme in FIGC. De Laurentiis ritiri il sostegno a Tavecchio

Angelo Forgione – La frase sul fantomatico Opti Pobà pronunciata da Carlo Tavecchio, candidato alla presidenza della FIGC, è bene rammentarla: «L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare. Noi invece diciamo che Opti Pobà è venuto qua, che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio, e va bene così». E la sua forte candidatura ha iniziato a scricchiolare.
Attenzione a non sottovalutare il problema, identico a quello creatosi con l’applicazione della norma sulla discriminazione territoriale. Tavecchio ha detto qualcosa di eticamente sbagliato e i suoi sostenitori, Galliani in testa, sono corsi ai ripari sostenendo che la frase, pur infelice, non è grave, e che Tavecchio non è razzista. Proprio come quando, sempre gli stessi (insieme a certa stampa), dicevano nel corso della scorsa stagione che i cori contro Napoli erano semplici sfottò. Il problema non è se Tavecchio sia razzista o meno, dibattito che andrebbe ignorato totalmente per dedicarsi piuttosto al suo non pulito curriculum di sindaco nel Comasco, ma se egli sia adeguato al delicato ruolo che chiede di ricoprire. Con che coraggio Tavecchio, in qualità di presidente della FIGC, potrebbe accodarsi alla campagna contro il razzismo di FIFA e UEFA? Con quale faccia potrebbe prendere le distanze da cori e striscioni razzisti e di discriminazione territoriale che abbiamo ascoltato e visto negli stadi di mezza Italia? Gli riderebbero tutti in faccia. Ecco perché il napoletano De Laurentiis dovrebbe ritirarne il sostegno. Tavecchio non è più credibile in questo senso ed è di fatto bruciato. Dopo la frase “infelice”, una Federazione in ginocchio e bisognosa di rinnovamento lo metterebbe alla porta, a prescindere dai programmi. È una questione etica, non personale, e tra le due cose c’è un netto confine, quando c’è serietà. Invece gli interessi in ballo tengono in piedi una persona ormai impresentabile. Se dovesse essere eletto sarebbe non solo l’ennesima conferma di irresponsabilità del “palazzo” ma un nuovo pericolosissimo segnale. Intanto abbiamo già capito che la morte di Ciro Esposito non ha insegnato nulla.

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2 thoughts on “Campanello d’allarme in FIGC. De Laurentiis ritiri il sostegno a Tavecchio

  1. credo che ciro esposito è morto per soccorrere in aiuto a delle persone , non so se sapesse chi fossero in quell pulman ma credo che avrebbe fatto lo stesso per chiunque e credo che questo è stato l,insegnamento che dovrebbe onorare tutti i napoletani ciro ha dato la vita per il bene di altri , stiamo parlando di umanità e coraggio , questi signori hanno ancora l,odore addosso del sangue dei mondiali , che mentre si giocavano partite negli impianti del pianto ,nei vicoli si ammazzavano bambini. e distruggevano abitazioni … cosa ci aspettiamo da queste istituzioni ? rispetto ? sono uno peggio dell l,altro non hanno un etica comportamentale , sono solo bravi a pararsi dopo che esce fuori veramente chi sono nella vita normale …

  2. Complimenti Angelo, hai capito subito l’andazzo. Appena eletto ed hanno già eliminato la norma che squalificava quei settori di stadio che cantano cori di discriminazione territoriale. Se a capo della FIGC eleggono un pluripregiudicato non ci si può aspettare altro, questa è l’ItaGlia, dove per l’appunto i pregiudicati non possono fare i bidelli ma possono sedere sulle poltrone del comando (e, tra l’altro, riformare anche la Costituzione).

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