La ‘Pallamaglio’, radice napoletana del Golf

Angelo Forgione Chi ha il vizio del fumo (peggio per lui o lei!) conoscerà bene le sigarette americane Pall Mall, prodotte dalla British American Tobacco di Londra. Prendono il nome da una strada londinese frequentata da nobili signori, amanti del tabacco, in cui, nel Seicento, si praticava il gioco della Pallamaglio (da cui Pall Mall), una nobile disciplina sportiva in cui con un bastone di legno a martelletto si doveva lanciare una palla di legno, nel minor numero di tiri possibili, in direzione di un buco o verso una meta ad archetto piantata a terra. Si tratta di un antico sport originario del Regno di Napoli e giocato nella città partenopea almeno dal secolo XII. È verosimilmente questo il diletto al quale è riferito il nome di tre strade di Napoli dette ‘del Pallonetto’ (a Santa Chiara, Santa Lucia e San Liborio), dove probabilmente era praticato in epoca antica.
Nel 1450, fu proprio un giocatore di Pallamaglio, furioso per una sconfitta, a colpire con la sfera un’immagine votiva della Madonna nei pressi di un arco dell’acquedotto romano a Santa Anastasia (la Madonna dell’arco), che – si dice – prese a sanguinare. Il giocatore fu inseguito e poi impiccato. Da qui la tradizione dei fujenti, vestiti di bianco e in corsa a piedi scalzi.
Il gioco dilagò in tutta la penisola italiana nel periodo rinascimentale e successivamente prese piede in Europa, prima in Francia (Palle Malle) e poi in Irlanda e appunto Inghilterra (Pall Mall). Così come dal calcio fiorentino gli inglesi avrebbero tratto il Football, dal gioco napoletano avrebbero fatto nascere il Croquet e il Golf.

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