Perfido Caprarica: «Barboni vs Windsor è sceneggiata napoletana contro dramma shakespiriano»

Angelo Forgione Antonio Caprarica, leccese di nascita ma inglese di auto-adozione, in un intervento alla trasmissione Tagadà (La7) riduce il revisionismo storico meridionalista a sceneggiata napoletana, e la sottopone al dramma shakespiriano della “sua” Inghilterra. «Barboni», sì, proprio barboni ha definito gli ultimi Re di Napoli, poveri accattoni al cospetto dei nobili Windsor. E definisce bufala il travaso dell’oro del Banco di Napoli al Banca Nazionale, come se la Legge del corso forzoso del 1866 fosse un’invenzione. Ne prende le distanze in quanto meridionale, ovvero di diritto uno di quelli che potrebbe “sfruttare gli interessi della bufala”. E poi ci racconta che la monarchia vive se non è contro il popolo, intendendo sottilmente che i Borbone sono decaduti perché contro i napoletani, che però li hanno rimessi sul trono nel 1799 e hanno salutato favorevolmente la restaurazione del 1815, che chiudeva i tumulti napoleonici. Semplicistico parlare di rivoluzioni risorgimentali, fomentate dalle aspirazioni di una minoranza del ceto medio, mentre Ferdinando II attuava una politica interna vicina al popolo. Che la monarchia britannica sia rimasta sul trono lo si deve all’imperialismo e alle massonerie d’oltremanica, di cui Napoli ha fatto le spese. La Regina Elisabetta sarà pur longevissima, ma Caprarica sappia che deve ancora battere il record di Ferdinando I, sul trono tra il 1759 e il 1825: 66 anni tra mille insidie, a cavallo della Rivoluzione francese e degli sconvolgimenti napoleonici. Elisabetta, nei suoi 64 anni di regno post-bellico, dopo le bombe sganciate dagli Alleati anglo-americani per inginocchiare Napoli, ha potuto godersi persino le Olimpiadi.
Qui da noi, nel Sud-Italia, se c’è un dramma, quello è la “questione meridionale”, e non è shakespiriano. Le sceneggiate le lasciamo ai libri sull’amata “perfida Albione” di Caprarica, in cui è ben descritta la pompa cerimoniale che ruota intorno alla monarchia britannica. La classe politica d’Oltremanica sa che una monarchia debole è la migliore garanzia di governo, molto meglio di un presidente della repubblica ficcanaso, alla Napolitano. Il vero re in Gran Bretagna è il Primo Ministro. Né Tony Blair né quelli che attendono il momento di succedergli hanno interesse a mettere in discussione un sistema che garantisce, meglio di una democrazia repubblicana, il loro potere. Continui pure a scrivere i suoi libri, il buon Antonio. Noi che scriviamo quelli sulla Magna Grecia ben sappiamo che il dramma meridionale, anche leccese, non nasce a Torino ma a Londra.

Annunci

4 thoughts on “Perfido Caprarica: «Barboni vs Windsor è sceneggiata napoletana contro dramma shakespiriano»

    • Ci risiamo. Non ha senso perdere tempo per parlare di certi soggetti. Caprarica è già ridicolo come si veste, per scimmiottare gli inglesi della City.La sua ridicolaggine cresce quando tratta certi argomenti ignorando la storia vera,quella che non si impara sui libri di scuola,scritti da storici prezzolati e nemmeno dalle vulgate perpetue dei politici da strapazzo e degli storici della cattedra.Denigrare i Borboni storpiandone il nome può essere tipico del “cafone” pugliese.
      I Borboni di Napoli possono benissimo tutelarsi dagli insulti querelandolo.Per quanto riguarda Shakespeare,il povero Caprarica dovrebbe aggiornarsi.Sappia che il grande letterato parlava inglese con accento straniero.Quindi tutta la sua produzione letteraria è opera di altri,probabilmente un italiano,come hanno dimostrato recentemente alcuni seri studi controcorrente che la lobby universitaria italiana non recepisce soltanto perchè succube di quella inglese(in che cosa non siamo succubi dell’estero?).Lasciamo Caprarica ai talk-show, unico palcoscenico degno di personaggi di tanta “cultura”.

  1. E’ proprio qui il punto. Il maggior danno che si fa
    ai meridionali è proprio questo: La cancellazione totale e la denigrazione della propria identità storica e culturale.
    E senza coscienza storica ed identità non ci può essere riscatto alcuno.
    Ed è proprio questo che si vuole.
    A distanza di 150 anni, vi sembra normale la solerzia con la quale le bandiere ed i simboli
    duosiciliani vengano vietati negli stadi?
    E perchè non si usa la stessa solerzia contro la criminalità?

  2. Caprarica e gli altri ascari, di cui sono pieni i media, possono dire quello che vogliono. Ritengo che la presa di coscienza che sta avvenendo in questi anni in meridione sia un fatto irrevervesibile, anche grazie a persone come Angelo Forgione. Se e cosa porterà tutto questo lo sapremo in futuro.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...