Ignoranza Mughini: «Napoli non ha altre identità oltre quella calcistica»

«Pieno di rispetto per la passione popolare nei confronti di un campione [Maradona] e per un momento dell’identità calcistica di questa città [Napoli], che purtroppo, a parte quella calcistica, non ne ha talmente tante altre».

Queste le parole di Giampiero Mughini sul rapporto tra i napoletani e Maradona. Chiara l’esegesi delle parole: rispetto per uno sporadico momento di vittorie del Napoli, solo in quel momento capace di battere la Juventus e il Nord potente, l’unico capace di identificare e connotare il calcio napoletano nella storia, e l’unico capace di dare espressione a una città senza altre voci di rilievo.
Insomma, per l’intellettuale all’italiana che ha rinnegato pubblicamente le sue origini meridionali (catanesi), Napoli non avrebbe altre identità oltre quella calcistica. Intellettuale da bar dello sport, appunto, che solo in un salotto sportivo, peraltro milanese, può consentirsi di cancellare almeno le identità napoletane della musica, del cibo e della bellezza paesaggistica, cioè quanto fa buona immagine dell’Italia all’estero, tanto per gradire.
Qualcuno dovrebbe insegnare a Mughini la storia di Napoli, così che possa rendersi conto che è dai tempi della Neapolis greco-romana la città più identitaria d’Italia per storia, cultura e tradizione, l’unica capace di imporre la sua identità greca a Romani e Longobardi, l’unica a resistere a romanizzazione e Invasioni barbariche del mondo antico, e oggi l’unica ad aver resistito a piemontesizzazione e americanizzazione. Qualcuno spieghi a Mughini che è libero di rimpiangere pubblicamente di essere nato al mare siciliano invece che a Parigi, e di scegliere, come ha fatto, la Juventus per sentirsi uomo di gran lignaggio – perché i natali non li puoi scegliere ma la squadra di calcio sì, e se sei uomo con disturbi di identità e personalità è facile che, da siciliano insoddisfatto, scegli quella vincente – ma non per questo può consentirsi di distribuire cultura sociologica senza averne.
Qualcuno dica a Mughini che Napoli preserva la sua identità da più di due millenni, ed è sempre stata così diversa da perfezionare svariati filoni culturali, alcuni dei quali capaci di farsi universali e non solo nazionali. Ne ha passate tante, ma davvero tante, più di tutte, eppure è sempre sopravvissuta, imponendosi agli occhi del mondo. Proprio come Maradona. Ecco perché Diego e Napoli si riconoscono per affinità, si scelgono e si attraggono. Ma questo, un intellettuale da bar dello sport non può arrivare a capirlo. Figurarsi il resto. Si rassegni però Mughini, perché il Calcio, nel mondo e nella leggenda, si dice «Maradona», e quando si dice «Maradona» si dice «Napoli», non «Juventus». Disgraziata boria.

Le dichiarazioni di Giampiero Mughini

L’analisi di Angelo Forgione a La Radiazza (Radio Marte)

La risposta di Raffaele Auriemma a Giampiero Mughini

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