Lettera di un turista vicentino: “Torno al Nord, sono triste”

Scrivo questa mia semplice lettera solo per dire perché amo Napoli e la napoletanità.
Dove abito io, nella provincia di Vicenza, Napoli e i napoletani non sono ben visti. Eppure il sottoscritto da Napoli e i napoletani ha ricevuto solo momenti di gioia. Dalle mie parti dicono che i napoletani sono gente sporca e pronta a fregarti. Niente di più falso! È vero invece che dove abito io, se muori, ti trovano solo quando i vicini sentono la puzza del cadavere.
Adoro la napoletanità, nel cuore, nell’arte, nel cibo, nella musica. Come disse il grande Lucio Dalla, se ci fosse una puntura intramuscolo con dentro la napoletanità, io la farei anche se costasse duecentomila euro, pur di parlare e ragionare come fa da millenni questo popolo pieno di risorse umane, che anche nei momenti difficili riesce sempre a sorridere e se ne esce sempre con qualche battuta. Ho la sensazione che i napoletani abbiano nel sangue la felicità, e nonostante i tanti problemi non permettono mai di farti sentire triste oppure un estraneo.
Passeggiare per Napoli, osservare le bellezze di questa città, mangiare una pizza, magari in piedi e senza troppe regole, col pomodoro che schizza, parlare del Napoli, sorseggiare un caffè, osservare la teatralità della gente e l’amore che ti trasmette ti fa sentire un privilegiato. Non esiste una città che ti regala queste emozioni. Quando arrivo a Napoli, con la mia dolce fidanzata, sono pieno di gioia, perché qui il mondo è davvero diverso, ci sono i colori della vita. Da noi, invece, l’unico colore che ci attanaglia anche il cuore e l’anima è il grigio! Come se il grigio fosse un colore. Anche le persone da noi sono grigie, tristi, con poca voglia di sorridere. Che strano, a volte mi chiedo come fanno ad attaccare una città così bella che ha ancora un cuore, che sa ancora emozionarsi per una partita di calcio. Sicuramente l’invidia!
Napoli per me è risate, gente che parla, magari che fa anche confusione, ma è una città che non si può che amare e fermarsi a guardare e ad ascoltare. Ti fa sentire più ricco dentro.
 Pur abitando al Nord, figlio di meridionali, Napoli è sempre un riferimento. Spesso combatto tutti i giorni per difendere questa splendida città dai soliti luoghi comuni.
I più grandi artisti sono nati qui: Totò, Troisi, De Filippo, Pino Daniele, Sergio Bruni, ecc. E pure le canzoni più belle, e non passano mai di moda. 
Se ti innamori di questa città, fai di tutto per difenderla. Chi ha sentimento e cuore, dopo un po’ per forza di cose diventa un po’ napoletano. Perché puoi girare anche tutti i posti del mondo, ma non avrai mai visto il mondo come a Napoli.
 E se chiudi gli occhi senti che Napoli ti sta abbracciando e ti accoglie fra i suoi figli.
Andate a Napoli e ve ne innamorerete. Non ascoltate la gente che infanga una città che ha visto solo sulle cartoline. Io devo tornare a casa, e mi si stringe il cuore, mi viene da piangere, mi sento triste. È proprio vero che quando si lascia Napoli si piange. Sono lacrime di tristezza, ma nello stesso tempo posso dire che ho provato la felicità, perché sono stato nella città più bella del mondo!

Francesco Guarino
Arzignano

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Un’inglese addolorata dalle parole di Antonella Cilento

Ricevo e pubblico lo scritto di Dawn Bissell, 41enne inglese di Birmingham residente a Roma, amante di Napoli, addolorata per le parole della scrittrice Antonella Cilento al TG1.

Salve. Ho scritto un messaggio alla Signora Antonella Cilento, e volevo farvi conoscere il mio grandissimo dispiacere nel sentire la sua intervista al TG1, dove dice che Napoli nel 1600 era “GIÀ corrotta, sporca, puzzolente…”. Sono INGLESE, e se si indigna un’inglese davanti alle sue parole, figuriamoci tutti quei napoletani che sono orgogliosi della propria città, e che si trovano a dover lottare sempre contro lo sport nazionale di denigrare Napoli in ogni occasione. Parole come quelle della Signora Cilento non aiutano a far aprire gli occhi della gente su tutto ciò che c’è di bello e di apprezzabile a Napoli. Forse sembrerà un’esagerazione, ma ogni parola negativa affidata ai grandi media è una pietra in più che viene scagliata contro la città, che non le permette di avere il rispetto degli italiani.

Dawn Bissell
(residente a Roma, nata e cresciuta a Birmingham-UK)

Lettera di un americano: «Ho capito la differenza tra Roma e Napoli»

Matt Vogel, ventisettenne cittadino americano residente ad Ardmore in Oklahoma, nativo dell’Ohio e con parenti a Napoli, dopo aver appreso del servizio del TGR Piemonte, ci ha scritto alcune righe per spiegare le piacevoli sensazioni che ha provato durante e dopo il suo viaggio all’ombra del Vesuvio.

Durante il volo che mi ha portato a Napoli dagli Stati Uniti insieme a tutta la mia famiglia ero nervoso, travolto da molte domande e riempito di un sentimento di eccitazione. Non vedevo l’ora di far visita ai miei parenti e conoscere l’antica città di cui avevo letto tanto. Avevo sentito parlare bene e  male di Napoli, ma ho voluto vivere la città di persona e rendermene conto personalmente.
Giunto a Napoli è stato come fare un passo indietro nel tempo. I luoghi, i suoni e gli odori mi hanno subito rapito i sensi e l’architettura è sorprendentemente presente in ogni luogo che ho guardato. Gli edifici storici, i monumenti e le rovine sono una delle mie attrazioni preferite da vedere e Napoli è uno straordinario mix di barocco, rinascimentale e stili medievali. Il Museo Archeologico Nazionale e il Museo Nazionale di Capodimonte sono i più piacevoli da visitare per conoscere la storia della città.
Guardare il Golfo e il Mediterraneo è un altro punto forte di questo viaggio. La bellissima costa è qualcosa che il popolo napoletano dovrebbe essere orgoglioso di avere. La vista della stupefacente bellezza naturale e dell’architettura che Napoli offre sono solo una parte di ciò che c’è da ammirare. Napoli mi ha anche stupito per il miglior cibo che abbia mai mangiato. Ovviamente uno dei migliori piatti mangiati è la pizza che è diversa da qualsiasi altra che abbia mai gustato prima, e certamente molto diversa da quella americana. Il meraviglioso sapore della pizza napoletana cotta nel forno a legna è qualcosa di indimenticabile. Mia zia, una cuoca napoletana, ci ha portato anche alla pizzeria di proprietà della sua amica, Patrizia. Lei ci ha presentato numerosi piatti tra cui gnocchi alla sorrentina e polpette con parmigiana di melenzane. L’ospitalità che ci ha dato era incredibile, spiegandoci la storia dei piatti e come erano preparati. Anche durante il lavoro in una pizzeria affollata non ha mai lasciato il nostro tavolo e sembrava desiderosa di rispondere alle nostre domande.
Durante il mio viaggio a Napoli ho imparato molto sui napoletani, estremamente cordiali e disponibili. Io e mio fratello abbiamo visitato da soli la Galleria Umberto e abbiamo finito per perderci. Non avevamo i telefoni cellulari con gestore italiano, non conoscevamo la lingua e ci siamo sentiti persi. E invece abbiamo trovato una giovane coppia che parlava inglese e ci ha aiutato a ritrovare la strada, accompagnandoci al resto della nostra famiglia. Le persone che abbiamo incontrato lungo la strada erano sempre disposte a darci informazioni e consigli con molta soddisfazione di dare una mano.
Ho un grande ricordo del popolo napoletano! Lungo le strade ride ed è cordiale e questo mi ha fatto capire cosa fa la differenza tra Roma e Napoli. Ho sentito storie di alcuni mie connazionali americani che hanno viaggiato all’estero e hanno incontrato gente poco cordiale ma io non ho mai avuto una simile sensazione in questo viaggio. Anche dopo il mio ritorno a casa sono rimasto in contatto con un paio di napoletani che mi hanno aiutato a conoscere meglio il loro Paese.
L’America è il mio Paese, ma i napoletani ti fanno sentire a casa non appena entri in contatto con loro. Napoli è un posto meraviglioso e merita sicuramente di essere vissuto.

Matt Vogel

Torino chiede scusa a Napoli ma Gramellini cade dal bidet

Angelo Forgione – V.A.N.T.O., supportata dai napoletani, ha vinto ancora! Mi sia consentita, almeno per una volta, l’autocelebrazione, perchè non tutti hanno riportato la fonte della denuncia e il grande lavoro per far emergere il caso pescandolo da una regione lontana (grazie alla segnalazione di Pierluigi R.) e lavorando con una risposta culturale pronta ed efficace. Un movimento del genere lo avrebbe meritato e invece lo hanno fatto solo gli onesti amici e i sostenitori, ma va bene anche così perché portare alla luce un grave errore di qualche collega della stampa a danno della comunità napoletana e ottenere con l’aiuto di tutti dei provvedimenti per i responsabili ma soprattutto le scuse ai napoletani (e agli italiani tutti) da parte del Comitato di Redazione di Torino in diretta regionale significa aver imposto fino in fondo il rispetto di un popolo e, nello stesso tempo di una grande cultura qual è appunto quella napoletana. Ce lo chiese l’Ordine della Campania in occasione del “Giubileo per l’informazione” quando il presidente Ottavio Lucarelli diramò col Cardinale Sepe il “manifesto per amore di Napoli” in cui è chiesto a tutti noi “giornalisti napoletani, consapevoli dell’importanza della professione e della delicatezza della missione” di “raccontare la città senza nasconderne i lati bui ma anche evidenziandone le luci” e di “difendere la città da ogni distorsione mediatica che ne offenda la storia e la dignità.
La RAI ha diffuso tramite il TG Regionale del Piemonte un comunicato stampa col quale si è dissociata dalla condotta del suo dipendente e ha preso le distanze da ogni razzismo, scusandosi col sindaco di Napoli De Magistris così come ha fatto l’omologo Piero Fassino. L’edizione delle 19:30 è iniziata con il giornalista Luca Ponzi che ha formulato delle accorate scuse (nel video): «prima delle notizie vi dobbiamo chiedere scusa, ci scusiamo profondamente con i cittadini di Napoli e con tutti gli italiani per l’inqualificabile e vergognoso servizio da noi trasmesso Sabato scorso (…)». E scusate se è poco!
Stesso comunicato è stato rimodellato per l’edizione della Campania ed è evidente che da Roma sia stato dato un diktat affinché si diramassero le scuse nelle due edizioni, in attesa delle decisioni dell’Ordine dei Giornalisti che sta per riunirsi per eventuali provvedimenti disciplinari sulla vicenda. Giampiero Amandola è stato sospeso dall’azienda e messo in silenzio stampa dopo il suo mancato pentimento (nel video) e oggi è atteso all’Ordine dove lo attende il presidente Enzo Iacopino il quale si augura che anche la Juventus FC prenda le distanze da quanto accaduto.
Insomma, Torino ha dovuto chiedere venia ai napoletani e abbassare i toni che già si stavano alzando Domenica mattina. La prima riflessione è la più inquietante: cosa sarebbe successo se ieri non avessi recuperato quel filmato e denunciato i fatti? Non solo per Amandola tutto sarebbe filato liscio e inosservato ma l’ambiente juventino e un po’ tutto il mondo dell’informazione avrebbe massacrato Napoli per i danni ai due sediolini e ai servizi igienici dello “Juventus Stadium”. Stava già succedendo e tutto si è placato all’esplodere su Youtube del video del TGR piemontese di Domenica in prima serata. Benedetta la denuncia dunque, che “forse” ha salvato Napoli da una nuova gogna.
Città difesa doppiamente e con vittoria! Benedetta la rete di informatori nell’ombra, gente non pagata e spontanea. Sono tutti quei napoletani/meridionali lontani da casa, emigrati e sofferenti, che ci segnalano ogni cosa li faccia soffrire. È la rete delle persone orgogliose che stringono i denti ogni giorno per farsi rimbalzare addosso il razzismo strisciante e che trovano in V.A.N.T.O. ciò che non trovano nelle istituzioni che magari si fossilizzano sul bon-ton istituzionale quando qualcuno parla di roghi tossici. Qualcosa non quadra.
Al di là di Amandola, un’altra grande vittoria è aver diffuso una delle verità storiche sulla cultura napoletana. Decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno visto e stanno vedendo la video-denuncia che racconta anche la storia del bidet in Italia (mi scuso per alcuni errori tecnici nel video ma ho dovuto chiudere frettolosamente il filmato senza verificarlo, in perfetto stile TGR Piemonte, ndr); Anna Pettinelli su RDS l’ha divulgata in radio; il TG5 l’ha riportata nell’edizione delle 13:00; Roberto Saviano l’ha ripresa sui social-network e Massimo Gramellini, a “Che tempo che fa”, l’ha ulteriormente rimbalzata in prima serata (nel video), preannunciando tra l’altro con un poco rassicurante tono di sfida “falsocortese” una risposta al collega napoletano. Questa è vera revisione storica moderna che vale più di cento libri sull’argomento e Pino Aprile, con la sua tipica verve, mi ha scritto in una corrispondenza privata che da questo momento in poi il tempo, in italia, va contato come pb o db (prima bidet e dopo bidet).
La risposta di Gramellini è arrivata ed è stato un nuovo scontro Torino-Napoli. Il piemontese non ha voluto starci, e nel suo corsivo di prima pagina sul quotidiano torinese “La Stampa” ha ribattuto al napoletano (e a noi indirettamente) con elementi mistificatori: “Vero: in Piemonte all’epoca non avevano i bidet. Però avevano le fogne. Mentre i rimpianti Borbone, per potersi pulire le loro terga nel bidet, tenevano la gran parte della popolazione nella melma. Ora, che agli eredi diretti di Franceschiello dispiaccia di non potersi più pulire le terga nel bidet in esclusiva, posso capirlo. Ma che i pronipoti di quelli che venivano tenuti nella melma vivano l’arrivo dei piemontesi come una degradazione, mi pare esagerato”. Un Gramellini in questo caso disinformato, non sportivo e comunque autolesivo perchè la rete fognaria napoletana la fecero proprio i Borbone nel Settecento mentre a Torino si dovette attendere il secolo successivo con Carlo Alberto; e i Borbone donarono a Napoli la prima rete al mondo di acqua corrente nelle case; e diedero anche case con servizi igienici di cui ci sono ancora esempi tangibili nella mirabile comunità di San Leucio, all’epoca “Ferdinandopoli”; e fecero anche prevenzione idrogeologica (Regi Lagni e varie opere in tutto il meridione) poi cancellata dall’estensione dello Statuto Albertino che tanti dissesti ha provocato a tutto il territorio italiano. Semmai è stato proprio il mancato aggiornamento della rete fognaria borbonica a creare problemi dopo l’unità. Altro che non potersi pulire il popò! A Napoli ci si puliva avanti e dietro molto prima di Torino, questa è storia.
Insomma, Gramellini non ha digerito la verità che da qui è stata “lanciata” verso la ribalta dell’attenzione nazionale e si è affrettato ad accodarsi, insieme al suo quotidiano torinese, alla denigrazione della Cultura di Napoli in nome di chissà quale superiorità nordico-sabauda. Ma siamo abituati a doverli sbugiardare e l’evidente acredine nella risposta dell’ottimo giornalista-scrittore lascia netta la sensazione di chi si sente superiore e, al cospetto di verità scomode inconfutabili riaffermate alla nazione, vuole tenere comunque a bada i “terruncielli”. Di fronte a certi autogoal lo stesso Amandola meriterebbe almeno la riabilitazione.
Infine una riflessione sulle sanzioni della giustizia sportiva, una grande beffa degli ispettori federali. Ammenda di € 7.000,00 alla Juventus per avere i suoi sostenitori, al 25° del secondo tempo, rivolto alla tifoseria avversaria un coro insultante. Ho rivisto tutto il minuto in oggetto e il coro sanzionato è “lavali col fuoco” che in verità è durato praticamente tutta la partita qua e la, compreso il pre e il post. E viene definito “coro insultante” mentre invece è razzista. E se è insultante, quante sanzioni dovrebbero avere tutte le squadre di serie A per tutti gli insulti che si scambiano i propri tifosi?
Dunque, chi è che vuole nascondere la verità? Perchè è stato indicato solo il coro del 25° minuto, minimizzandone il contenuto e la quantità? Arbitri e, soprattutto, ispettori federali ostruiscono certe verità che noi invece smascheriamo su altri fronti. E intanto Paolo Cannavaro continua a non capire che dipende solo da lui e da un suo gesto forte che è nelle sue possibilità.

Sono di Vicenza ma mi sento Napoletano

lettera di Francesco, un Napoletano del Nord

Sono nato in provincia di Vicenza, da genitori originari di Solofra (AV) e sono da sempre innamorato di Napoli e della napoletanità. Certo, il sangue meridionale che mi scorre nelle vene avrà influenzato, ma la mia passione va oltre la città, la squadra di calcio, la musica, la gastronomia, etc.
Tutto ciò che è napoletano mi colpisce e mi trasmette sempre sensazioni piacevoli. Ogni volta che vengo a Napoli, mi sento felice perchè sento questa città viva, piena di vita, con tanti problemi ma che riesce sempre ad essere positiva. La gente è diversa, è GENTE ‘E CORE, come si dice. Da me è tutto più triste, la gente nonstante sembri stare in un contesto migliore è “morta” dentro. Da me si vive TRISTI; a Napoli invece è bellissimo passeggiare, fermarsi a guardare dei paesaggi che sembrano delle cartoline naturali, nell’aria si sentono voci, traspare la voglia di vivere, ma anche tanta solidarietà che solo in un contesto difficile si riesce ancora a trovare.
Non sopporto quanto parlano male di Napoli e dei napoletani, la città va difesa, sempre, quotidianamente, perchè ho l’impressione che Napoli sia troppo bersagliata ingiustamente, nessuno parla mai delle tante cose belle di Napoli, ma tutti vogliano far risaltare sempre le solite cose: camorra, rifiuti, delinquenza. BASTA!!!
Pur essendo nato al Nord (purtroppo), Napoli è la città più bella e tante volte quando sento o vedo ciò che rappresenta Napoli mi sento abbracciato da questa splendida città. Chi ha sentimento non può non amare e non essere colpito da questa città e da questa gente. Al Nord se vai in un bar e dici “buongiorno” e sorridi, ti guardano anche male, mentre a Napoli prendere un caffè diventa una chicchierata simpatica e piacevole con persone che fino ad un minuto prima non si conoscevano neanche. La cordialità, l’umanità del popolo napoletano è indescrivibile. Ogni volta che riparto da Napoli per tornare a casa mia (?) ho una tristezza nel cuore e le lacrime escono da sole, perchè so’ che nell’ambiente dove vivo non potrò percepire quel sentimento e quelle sensazioni che solo Napoli regala. A Napoli la gente vive ancora di passione e amore che al Nord sono valori ormai abbandonati. Perciò in ogni luogo difenderò sempre Napoli e sarò orgoglioso di sentirmi parte di questo popolo.
Poeti, scrittori, canzoni, paesaggi, cultura, teatro e tante altre cose rendono Napoli UNICA.
Ci sarebbe tanto da dire ancora, ma volevo semplicemente scrivere questa lettera per dire ai Napoletani che sono UN POPOLO SPECIALE.
Per sempre Napoletano!

Francesco Guarino
Arzignano (Vicenza)

Ma io ce credo…

Ma io ce credo…

Ancora una lettera d’amore per Napoli. Annalisa da Sondrio

Ho letto le bellissime parole di Claudia e Marika e ho pensato: finalmente posso raccontarmi davvero e condividere le mie sensazioni con qualcuno che può capire. Non nascondo che leggere quelle parole mi ha commosso particolarmente, probabilmente perché per la prima volta non mi sono sentita “sola”!!! Forse è meglio che prima mi presenti. Sono Annalisa, anche se adoro farmi chiamare Annarè, nata e cresciuta in un paesino in provincia di Sondrio, quasi ai confini della Svizzera. Nessun parente al Sud… niente di niente!!! Eppure qualcosa di strano deve essere successo quando sono stata concepita. La mia passione per tutto ciò che rappresenta Napoli probabilmente è nata con me e cresciuta giorno per giorno, alimentata dalla mia curiosità e voglia di capire, di decifrare quegli intensi segnali che il cuore mi mandava in continuazione. Sapete, in questo momento mi tremano le mani, ho voglia di piangere!!  Per anni mi sono sentita “diversa” e ho custodito preziosamente dentro me questo singolare amore che mi ha accompagnata negli anni, regalandomi sensazioni indescrivibili. Quando ero ragazzina, mentre le mie amiche si divertivano andando in discoteca, io passavo le giornate ascoltando le canzoni di Nino D’Angelo, Gigi Finizio, Pino Daniele… oppure traducendo le poesie in napoletano di un libro che mi era stato regalato. Ovviamente la mia squadra del cuore veste la maglia azzurra, il colore della mia vita.
Qualsiasi cosa riguardi Napoli provoca in me delle sensazioni profonde, mai provate per nient’altro. È come se mi si aprisse un mondo parallelo, dove finalmente mi sento bene, a casa mia. E così, ogni volta che posso, chiudo gli occhi e scappo nel mio adorato mondo, tra le note di quella musica che dà un senso a tutto quanto. Alle scuole superiori c’è stata la svolta, un momento in cui ho capito che era molto di più di una semplice passione. Ho avuto la fortuna di avere un professore napoletano  che si divertiva suonando e cantando con noi ragazzi. Un giorno ha cantato e suonato con la chitarra la canzone “Napule è”. Per un momento tutto si è fermato, rapita da una miriade di emozioni devastanti. Non sono riuscita a trattenere le lacrime, veramente non ci ho nemmeno provato. Era tutto così magicamente estasiante. Così intensa l’emozione che mi è venuta la febbre alta. Un episodio che mi ha cambiato la vita!!!
Da quel giorno ho coltivato il mio amore fregandomene dei giudizi degli altri, orgogliosa della mia anima, della mia voglia di vivere e di amare. Fiera delle mie lacrime di commozione per tutto ciò che riguarda Napoli; di rabbia per dovermi spesso scontrare con una realtà troppo chiusa, dove regna pregiudizio ed ignoranza; di gioia per l’amore che provo e che gratifica la mia esistenza con un’aroma speciale.
Diventando grande ho realizzato anche il sogno di andarci fisicamente a Napoli, più di una volta (ero stanca di guardarla in cartolina). È meravigliosa ed io la sento parte di me! Non è solo un fatto di bellezza, è ciò che trasmette che la distingue da qualsiasi altra città. È una questione di profondità d’animo, di valori veri, di voglia di esserci e di donare, di porgere la mano sognando un mondo migliore. E finalmente ora lo sapete anche voi che qui, a 1000 km di distanza, c’è qualcuno che vi stima e vi ama, che lotta con voi e per voi, ogni giorno… per sempre.
Vi saluto e vi ringrazio per avermi ascoltata. E come dice la canzone …

MA IO CE CREDO
ANCORA CE CREDO
L’AMMORE  A NNUJE  CE PO’ SALVA’…

Annalisa Bigiotti

Si… sono una milanetana!

Si… sono una milanetana!

lettera di Claudia da Milano

Ciao a tutti! Il mio dannatissimo lavoro mi inchioda davanti al computer tutto il giorno, così la sera e nel fine settimana evito di mettermici davanti e per questo continuo a rimandare il momento che vorrei dedicare a scrivere questa lettera. Lo stimolo a mettere tutto da parte per dedicarmi a voi è arrivato dopo aver letto la bellissima dichiarazione d’amore per Napoli di Marika di Livorno. Le sue parole sono le stesse che avrei voluto scrivere io, mi ha fatto enormemente piacere capire che leggendo la sua lettera riconoscevo le stesse fortissime emozioni che provo anche io.
Io sto un po’ più su, infatti vi scrivo dalla “piattissima” Milano dove sono nata e cresciuta da genitori milanesi, figli a loro volta di genitori milanesi… insomma da generazioni circondata dai cosiddetti settentrionali.
PROVATE UN PO’ A INDOVINARE CHI E’ ARRIVATO A SCONVOLGERE LA NOSTRA VITA COME UN CICLONE? LUI…GIANLUCA, il mio compagno da quasi sette anni e naturalmente NAPOLETANO DOC! Il mio incontro con lui mi ha fatto uscire dai ristretti confini lombardi dopo 30 anni di vita in pianura, per aprirmi ad un “mondo totalmente nuovo e affascinante”, il mio cuore e la mia mente erano pronti al “salto” e così è stato amore…amore sconfinato e immediato.
Amore per lui prima di tutto ma così grande da generarne un altro differente ma non meno profondo, un amore che nutro per la sua famiglia e da lì si espande alla sua terra: alla città di Napoli e alla sua gente, alla cucina, al mare, al sole, al Vesuvio, al Golfo, al grande Napoli, all’aria che si respira laggiù e che ha un sapore completamente diverso.
L’amore per tutto ciò che riguarda Napoli e i Napoletani mi ha portato a diventare una accanita meridionalista, mi sono appassionata alla vera storia del Risorgimento Italiano attraverso la lettura di libri molto interessanti. Un po’ più difficile è diventare una brava cuoca…ma mi sto impegnando!
La tessera del tifoso del Napoli la custodiamo come il nostro documento più prezioso e spessissimo seguiamo il Napoli andando a San Siro, a Novara, a Bologna, a Genova dove è bellissimo assistere allo spettacolo della tifoseria che è sempre coloratissima e rumorosissima!
Nello stesso tempo voglio bene a  Milano e sono molto felice di vivere qui, anche Gianluca è felice e spesso mi dice che sente che Milano lo ha accolto come un figlio a dimostrazione del fatto che non sempre vince il ceco odio “separatista” neo barbarico di tanti cittadini del Nord. La nostra grande fortuna sta nel fatto che appena possiamo prendiamo il treno o montiamo in macchina pronti a macinare chilometri per raggiungere la nostra amata terra anche solo per un paio di giorni e anche se siamo tristi quando ripartiamo, siamo carichi e pieni di energia per affrontare le settimane che ci separano dal successivo viaggio.
Insomma la mia vita è cambiata, in meglio assolutamente e a ricordarmelo da qualche mese c’è un piccolo Pulcinella che stringe un cuore rosso tatuato sul mio avambraccio, lo esibisco fiera e fiera rispondo a chi mi chiede “Perché?”: perché amo un Napoletano, Napoli e tutto ciò che ci ruota intorno! E vi assicuro che MAI c’è stupore o sorpresa nella reazione delle persone quasi come se tutti sapessero che nel momento in cui vieni a contatto con il Sud…rimani “contagiata”, ti si appiccica alla carne, ti invade l’anima e ti riempie il cuore…Ora ho 36 anni… una vita stabile qui…ma un progetto che prima o poi si potrebbe realizzare… voglio vivere a Napoli!
Dopo quasi 7 anni di convivenza il mio Napoletano me lo sposo…a fine Settembre! Naturalmente a Napoli nella bellissima cornice del Maschio Angioino e poi tutti a mangiare una pizza!
Viaggio di nozze…. indovinate? Napoli… voglio scoprire ogni angolino che in questi 7 anni ancora non ho fatto in tempo a conoscere!
Un forte abbraccio a tutti

Claudia da Milano