Juventus-Napoli, un film già visto e che rivedremo ancora

Angelo Forgione Non mi ha affatto stupito l’atteggiamento dell’arbitro di Juventus-Napoli di Coppa Italia, tipico di chi vuol fare carriera e, per riuscirvi, non può contrariare il potere. Credetemi, ma credetemi davvero… scrivere un libro paradigmatico dei circa 120 anni di calcio marcio d’Italia ti fa vedere tutto il passato ma anche tutto il futuro, anche se non c’eri, anche se non ci sarai. E quando ci sei, sorridi amaramente.
Ieri, in quell’azione di gioco tra le due aree di rigore, si è assistito alla replica di un film già visto, un classico che sarà replicato anche prossimamente. Certo, il servilismo degli arbitri verso la Juventus è sempre latente, a volte manifesto, e l’ “ajutino” viene fuori puntualmente quando un Valeri in versione Ceccarini 1998 fischia rigore per i bianconeri (che non c’è, palla deviata da Reina) dopo un rigore non fischiato per gli azzurri (dubbio). Si tratta di un fischietto evidentemente mediocre che non ha visto la spinta da rigore di Strinic su Dybala, perché se l’avesse vista non ci avrebbe pensato un secondo.
Polemiche sulla Rai? Non sono il vero problema, e non si può neanche ignorare che la tivù di Stato sia espressione di una Nazione che tollera i cori razzisti e chiude i settori degli stadi, limitando la “libera” circolazione degli individui, non sapendo risolvere nessuno dei suoi problemi. Attenzione a limitare l’ottica alla superficialità del calcio. Le criticità sono ben più profonde.
E però, il Napoli non è entrato in campo nella ripresa. E se ti fai sorprendere da rimessa laterale… e se il tuo portiere fa l’assenteista del Loreto Mare… e se lasci due uomini ripartire sul tuo corner, non puoi che perdere la partita, come a Madrid.
Solito calcio italiano, non vale la pena arrabbiarsi. E sbaglia il Napoli per primo a farlo. Reagire vincendo!

Gramellini circola nella zona a luogo comune illimitato

Angelo Forgione – La manifestazione-serrata contro le ZTL è sfociata in scontri anche violenti sotto Palazzo San Giacomo. La condanna è totale e senza alcuna attenuante per l’evidente strumentalizzazione da parte di una frangia di parassiti sociali che dal traffico veicolare nel centro traggono evidenti vantaggi economici. Napoli deve avere il diritto di poter protestare con trasparenza, ed è questo l’aspetto veramente triste della vicenda.
Stamane però ho letto un articolo di Massimo Gramellini su La Stampa che ritengo offensivo e qualunquistico, ricco di luoghi comuni e privo di conoscenza della complessa realtà partenopea (clicca qui per leggere). Ancora una volta ho voluto rispondergli… così:

Gentile dott. Massimo Gramellini,
mi tocca rientrare in confronto con Lei (se Le pare) dopo la questione bidet-fogne dello scorso Ottobre.
Ho letto la sua disamina sugli incidenti di ieri a Napoli su La Stampa di Torino. Ora, lasciando stare le tristi strumentalizzazioni di una frangia di parassiti che hanno inquinato la manifestazione pacifica dei commercianti, vorrei che Lei leggesse il mio articolo della settima scorsa (clicca qui per leggere), come io ho letto il suo di oggi. Sentenziare senza conoscere bene la realtà di Napoli non è mai utile, e si finisce con lo strumentalizzare la notizia-Napoli proprio come i parassiti sociali hanno strumentalizzato le argomentazioni dei commercianti napoletani. Lei ne fa una questione di refrattarietà alle regole e scade nel qualunquistico luogo comune, ma se solo conoscesse la specificità di Napoli avrebbe qualche pregiudizio in meno.

Perchè una “cruda” ZTL non può funzionare a Napoli

Angelo Forgione per napoli.com – Piazza Dante, Via Duomo, Chiaia: caos da zone a traffico limitato a Napoli. La confusione e l’esasperazione è esplosa in una manifestazione sotto Palazzo San Giacomo, mettendo nel mirino il sindaco De Magistris e l’assessore alla viabilità Anna Donati.
La verità è che Napoli è una città peculiare, unica, dove non è detto che funzioni ciò che funziona altrove. Il centro antico di Napoli, ad esempio, è urbanisticamente strutturato sul trimillenario schema ippodameo greco a scacchiera, ideato dall’urbanista Ippodamo da Mileto nel V secolo a.C., e tale è rimasto (per fortuna): tre grandi direttrici da est a ovest su tre livelli protesi sul mare. Le piazze-hub di sfogo non esistono ma ci sono solo degli slarghi adiacenti alle strette strade. E in mancanza di sfoghi, le strade deputate ad accogliere le auto diventano a traffico ingolfato, mentre quelle pedonalizzate, dove i cittadini non arrivano coi mezzi pubblici insufficienti, diventano deserti.
L’ICOMOS, International Council on Monuments and Sites, il cui scopo è promuovere la conservazione e la valorizzazione dei monumenti e dei siti di interesse culturale nel mondo, basa la sua attività sull’autorevole contributo di oltre settemila tra architetti, archeologi, antropologi, storici dell’arte, geografi, storici e urbanisti di diversi Paesi che ne studiano le caratteristiche e presentano delle accurate relazioni consultive all’UNESCO, che a sua volta ne decide l’eventuale inclusione nella sua lista. Ebbene, nella valutazione ICOMOS del centro storico di Napoli si legge che “è difficile identificare una o più città con cui Napoli potrebbe essere confrontata. Le sue radici culturali sono così completamente diverse da quelle di qualsiasi altra città italiana che il confronto sarebbe inutile. È altrettanto difficile equiparare Napoli con altre grandi città mediterranee come Barcellona o Marsiglia. L’unicità è una qualità che è difficile da definire, ma Napoli sembra avvicinarsi tantissimo a detenerla”.
Bisogna una volta e per tutte prendere atto che Napoli è totalmente diversa (l’assessore Donati da Faenza lo sa?), che questo è un pregio che non va trasformato in un limite cercando di attuare modelli sperimentati altrove con più semplicità. Aggiungiamoci poi che Napoli è la città più densamente popolata d’Italia, con le sue circa ottomila anime per chilometro quadrato a fronte delle settemila di Milano e Torino e delle duemila di Roma, e che il parco veicolare è in numero elevato in relazione agli abitanti. In questo genere di città, certe misure necessitano, ancor di più che in altre, di un servizio pubblico efficiente e continuo, di un sistema di metropolitane a regime e fino a tarda ora, ma anche di un’illuminazione pubblica potenziata e di forze dell’ordine a sufficienza per garantire la sicurezza serale. Condizioni che al momento non sussistono, e così il suicidio è assicurato, compreso quello commerciale delle piccole attività strangolate nelle diverse aree “recintate”.
De Magistris preannucia correttivi e affida la sue riflessioni ad un video diffuso in rete. Il primo passo va in direzione della sicurezza serale e prevede la riapertura, dalle ore 21 fino alle 8 del mattino, dei due “passanti” di piazza Dante e via Duomo della grande ZTL del centro storico, accessibili giorno e notte al passaggio dei motorini.
Certo è che Napoli deve assumere una dimensione europea a tutti i costi, riducendo l’uso dell’automobile e godendo di strade in cui ci sia vita ogni giorno. Ma per far cuocere la pasta sarà necessario prima far bollire l’acqua; il grano duro, buttato subito nella pentola fredda, non è mai mangiabile.

Il popolo di straccioni sulle tracce di uno pseudonimo?

Il popolo di straccioni sulle tracce di uno pseudonimo?

e se Fabrizia Argentieri fosse Fabrizio Dell’Orefice?

Angelo Forgione – Ennesima bufera scatenata dall’ormai famoso articolo de “Il Tempo” che ha commentato la vittoria del Napoli sul Chelsea sbattendo in faccia ai lettori la frase “un popolo di straccioni”. Credo che lo scritto non avesse intenti offensivi ma fosse semplicemente poco chiaro nelle premesse e schiacciato da un giornalismo ad effetto che ha avuto il solo risultato di offendere un’intera comunità senza volerlo. Ed è scattata la levata di scudi generale con una protesta partita da più fronti che ha colpito la redazione del giornale romano, a testimonianza di un ritrovato spirito di reazione del popolo napoletano (da trasformare in forza positiva e fattiva per il territorio). La firma è quella di Fabrizia Argentieri ma della giornalista, o presunta tale, non c’è traccia, nessuno riesce a trovare o segnalare le coordinate per rintracciarla. Tutti ne parlano, tutti vorrebbero dirle qualcosa, ma sembra essere irreperibile, svanita nel nulla. Neanche a cercarla sul sito del quotidiano si riesce a cavare il ragno dal buco; riempi il campo di ricerca col suo nome e cognome e appare solo l’articolo di rettifica a firma di Giuseppe Sanzotta. Sostanzialmente sembra che la Argentieri non abbia mai scritto per il quotidiano del Direttore Sechi prima d’ora.
Sembra plausibile allora che non esista e che il nome sia uno pseudonimo. E allora chi si nasconderebbe dietro Fabrizia Argentieri? E perchè avrebbe scritto celandosi sotto mentite spoglie? Una luce si è accesa con le dichiarazioni ai microfoni di “Radio Goal” su Radio “Kiss Kiss Napoli” del giornalista de “Il Tempo” Fabrizio Dell’Orefice il quale è intervenuto in difesa convinta della fantomatica collega. «Io le avrei fatto i complimenti perché con il termine ‘straccioni’ ho pensato si sia riferita all’evento storico della vittoria delle truppe francesi, definite ‘straccioni’,  che riuscirono a sconfiggere l’esercito tedesco, paragonandoli così alla squadra napoletana che, con mezzi inferiori, è riuscita a battere una società stramilionaria che può comprare qualunque giocatore. Mi è sembrata un’autentica celebrazione del Napoli e di Napoli. Gli articoli vanno letti nella loro totalità e non estrapolando una sola frase. Mi dispiace che si consideri il Tempo un giornale anti-napoletano, anzi, vedo tanti romani che sono entusiasmati dal Napoli, è una squadra che fa molta simpatia, cominciano a seguirlo con interesse».
Fabrizio dell’Orefice si occupa di politica e facendo una
ricerca sul sito de “Il Tempo” si ottiene una lunga lista dei suoi articoli. Insomma, Dell’Orefice esiste, scrive e parla alle radio napoletane difendendo il fantasma Argentieri. E allora il dubbio sorge: il giornalista che si occupa di politica ha forse voluto scrivere un articolo di sport sotto altro nome? Magari cambiando sesso? Da Fabrizio a Fabrizia? Da Dell’Orefice a Argentieri? Sempre di oreficeria si tratta, no?

Inter-Napoli. Proteste interiste, ma espulsione sacrosanta!

Inter-Napoli. Proteste interiste, ma espulsione giusta!
ecco l’ammonizione risparmiata ad Obi di cui nessuno parla

Non ci interessa entrar nel merito degli arbitraggi, anche se quando si lamentano i Napoletani sono vittimisti e quando lo fanno i milanesi sono vittime. Però stavolta qualcosa la dobbiamo dire, perchè le proteste degli interisti sono quanto mai capziose.
Arbitraggio indecente quello di Rocchi, che ha semplicemente sporcato la meritatissima vittoria del Napoli. Perchè meritata? Semplice: il rigore è ingiusto, ma l’espulsione di Obi è sacrosanta! È vero che la prima ammonizione ricevuta dal giocatore dell’Inter per inesistente fallo da dietro su Lavezzi è inventata ma qualche minuto prima un fallo da dietro ai danni di Maggio (nel video) che l’aveva sverniciato per poi essere tirato a terra da dietro, di cui nessuna tv ha parlato, meritava il giallo a termini di regolamento. E Rocchi ha sorvolato. Ammonizione per fallo su Lavezzi di compensazione?
Va ricordato che il Regolamento arbitrale dice che il cartellino giallo scatta per comportamento antisportivo da fallo tattico che interrompe una ripartenza (ed è il caso del fallo in questione) e che un fallo da dietro è meritevole di rosso, anche se nella fattispecie non si tratta di brutalità o violenza. Insomma, un giallo risparmiato.
Quest’Inter in 10 uomini, contro questo Napoli in 11, avrebbe perso tutta la vita.

video: GAD LERNER CHIEDE SCUSA AI NAPOLETANI

LERNER SI SCUSA “FORZATAMENTE” COI NAPOLETANI
Dopo il nostro sdegno, scuse in diretta. Ma…

Dopo aver sdoganato per 5 giorni nelle case degli italiani una pericolosa opinione dai toni razzisti di un tifoso dell’Atalanta montata in un promo della trasmissione “L’Infedele” e da noi denunciata (leggi e guarda il video), Gad Lerner ha chiesto scusa in diretta ai Napoletani a seguito alle proteste ricevute dalla redazione del programma. Ma “forzatamente”, come da lui stesso affermato.
Nonostante le proteste che hanno portato a questo atto, la frase è stata purtroppo riproposta in trasmissione senza essere censurata dagli autori come buonsenso e correttezza avrebbero indicato, ripetendo così l’errore e amplificando il danno invece di arginarlo parzialmente.
Restano le scuse “forzate” e non sentite unitamente al rispetto ottenuto nuovamente da V.A.N.T.O. a livello nazionale per una delle tante offese gratuite alla comunità partenopea in toto, supportati da coloro che seguono il nostro movimento. Scuse “forzate” che però non cancellano il danno causato da 5 giorni di diffusione e penetrazione di un messaggio pernicioso… non tagliato dalla trasmissione.

sulla sua pagina Facebook, Gad Lerner ha comunicato:
«Avete ragione, non era giusto mandare quella frase sui napoletani, anche se squalifica solo chi l’ha detta. Le mie scuse successive avevano piuttosto il sapore di una foglia di fico che di una condanna efficace. Lo ammetto, e non si ripeterà.» 

Forgione: «No agli attacchi laziali e saluti a Reja»

Forgione: «No agli attacchi laziali e saluti a Reja»
intervista a Radio Incontro Roma

Dopo la magnifica vittoria del Napoli sulla Lazio per 4-3 seguita da polemiche arbitrali e rimproveri della stampa laziale a Edy Reja per il suo legame con Napoli, Angelo Forgione commenta gli attacchi dell’ambiente laziale a “Napoli nel cuore” su Radio Incontro Roma.

Il Presidente Lotito, un pluri-intercettato la cui squadra è stata salvata dal fallimento “a rate” per motivi di ordine pubblico, ha invocato una task-force per vigilare sulla regolarità del campionato. E come non ricordare Lazio-Inter del 2010 del famoso “scansamoce”?